CorrCan Media Group

Invidia crepa, fortuna aiutaci

Invidia crepa, fortuna aiutaci

Invidia crepa, fortuna aiutaci

di Nicola Sparano

L’invidia la conoscerete, gli invidiosi anche. Ma forse non sapete che di chi rosica in silenzio, sulla faccia della terra ce ne sono tanti, ma proprio tanti assai, addirittura il 30 per cento dell’umanità. Come a dire che se ci sono dieci cristiani in un posto qualsiasi, tre hanno dentro quel qualcosa che li porta a risentire tutto o parte di quello che hanno gli altri. Di invidiosi ne conosco uno, lo confesso. Sono io personalmente di persona, e poi vi dico chi invidio e perchè.

Nessuno aveva mai quantificato gli invidiosi, ora uno studio condotto nella terra dei tori e del Barca ha stabilito in quanti sono ad avere il poco simpatico vizietto. I dottoroni tifosi della Pulce il loro studio lo hanno fatto chiedendo quattro cosucce a 541 cristiani : ti senti ottimista, pessimista, fiducioso o invidioso? A conti fatti ha vinto l’invidia categoria che ha ricevuto il 30 per cento dei consensi. Ottimisti, pessimisti e fiduciosi risultano essere il 20%, il restante 10% non è nè filetto di manzo nè baccalà dichiarando di campare come gli ignavi, senza aver mai avuto nella capoccia ottimismo, pessimimo e, meno che mai, invidia.

Prendendo per buone le altre risposte, di strano in questo studio c’è che gli invidiosi hanno qualcosa in comune con gli allenatori di calcio che non giocano per vincere ma per non far vincere gli altri. Lo studio ha stabilito che agli invidiosi non interessa raggiungere un risultato, ma solo sentirsi migliori degli altri in generosità, bellezza, ricchezza, eleganza, rettitudine e compagnia bella.

Invidia deriva dal latino in-videre (guardare storto) ed è uno dei sentimenti moderni più diffusi, e anche più inconfessabile. Un proverbio danese dice “se l’invidia fosse un febbre, tutto il mondo sarebbe ammalato”. Un altro detto sostiene “ci sono cose che un individuo non confessa nà al prete, nè allo schiattamuorto (becchino) e l’invidia se la porta nella tomba”.

L’invidia è vecchi assai, ne parlano da sempre gente con la testa extralarge come il poeta che amava Beatrice, Dante non il Postino Massimo Troisi. Il fiorentino che l’ha sparata grossa descrivendo quel viaggo fatto all’aldilà mentre era ancora aldiquà, mette gli invidiosi in un girone nel posto da dove, prima o dopo, farà il salto di qualità, il Purgatorio. Tanto per capirci, se Dante fosse stato un allenatore di calcio, il giocatore invidioso lo varebbe fatto spaparanzare (sdraiarsi in napoletano) in panchina a strapparsi i peli dal naso (si fa per dire) fintanto che avesse scontato la penalità divina.

Purgatorio o inferno che sia, all’aldilà gli invidiosi ci andranno rosicando perchè è più facile invidiare chi sta meglio che compatire chi sta peggio. L’esempio più eclatante (significa, chiaro, evidente,mlampante) lo ha reso immortale con uno squadro Sofia Scicolone, in arte Sophia Loren, quando ad un pranzo ebbe la sfortuna di sedere al tavolo della più famosa popputa del mondo, Jane Mansfield. Lo sguardo di Sofia-Sophia dice: mamma mia, io credevo che le mie fossero grandi di avercele grandi, ma questa le ha più grandi assai.

L’Eurispes.it, il primo sito di un istituto di ricerca che ogni anno fotografa la situazione politica, sociale ed economica del Bel Paese ha appena scritto che: “L’invidia è il vizio che blocca l’Italia”. Nel pezzo si spiega che lo stivale è attanagliato dalla Sindrome del Palio la cui regola principale è, quella di impedire all’aversario di vincere, prima ancora di impegnarsi a vincere in prima persona. “Invidia e gelosia – si legge nel rapporto – si traducono in rancore e denigrazione. Odiamo chi sta dall’altra parte – politica, economica e sociale – anche e soprattutto se è più bravo e preparato, invece di impegnarci ad ottere risultati migliori per tutti”. Quello che combinano nei dibattiti politici è un chiaro esempio della Sindrome del Palio.

Ed eccoci a me medesimo. Personalmente di persona invidio i furiclasse della penna, coloro che trasformano fatti di vita normale in frasi e paragrafi che portano un sorriso ed una boccata di buonumore. Scrivere per far sorridere non è facile, io ci provo ma, onestamente, invidio chi lo fa meglio. Anche quando gioco a carte, specialità scala quaranta, mi rode lo stomaco quando c’è chi gioca meglio. E che ha sempre un mano il jolly.

Invia crepa, fortuna assistici.

(Mercoledì 28 settembre 2016)

Scarica “Invidia crepa, fortuna aiutaci”

More in Editoriali
Pallonate sul muro
Mar Wed ,2017