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Il Cardinale Collins è troppo gentile con gli amministratori del TCDSB

Il Cardinale Collins è troppo gentile con gli amministratori del TCDSB

Il Cardinale Collins è troppo gentile con gli amministratori del TCDSB

Complimenti al cardinale Collins per le sue dichiarazioni che ricordano ai “fedeli” alcuni dei pilastri del loro cattolicesimo. In un ambiente in cui alcuni utilizzano l’identità e i diritti umani nella “terminologia sessuale”, il cardinale discute di etica sessuale in modo convincente, nel contesto dello scopo – nella vita e nella condizione umana. Nessuna condanna, nessuna diffamazione.

Non è di frequente che i prelati si facciano avanti apertamente per difendere, spiegare o promuovere le fondamenta ideologiche e religiose di quei principi che definiscono la loro Chiesa e le credenze che uniscono la comunione dei credenti. Hanno altri “missionari” e insegnanti per farlo.

Il suo ruolo è quello di garantire che gli emissari tra loro – i consigli scolastici, i loro amministratori e gli insegnanti – aderiscano a tali principi. Da qui il suo rimprovero che gli amministratori fiduciari devono informarsi sui loro obblighi nel contesto di tale missione.

L’ignoranza non è mai stata una difesa praticabile; né è stato accettabile distorcere quella “missione” scegliendo “a volontà” ciò che è personalmente comodo tra ciò che è obbligatorio per tutti come condizione di partecipazione alla comunità.

Per esempio, tutti gli amministratori hanno giurato di sostenere gli insegnamenti della Chiesa. La legittimità della Chiesa come educatrice, nel diritto costituzionale e nella legge per L’Istruzione pubblica, si basa sul loro modo di esprimersi. Gli individui che non si sentono a proprio agio con questi insegnamenti hanno altre opzioni. Se non li esercitano, sono eticamente e giuridicamente obbligati a obbedire e sostenerli pubblicamente. Quello che fanno a porte chiuse “sono affari loro”, ma non hanno il diritto di portare tale attività nel “mercato del Consiglio” – la sua clientela di bambini e genitori.

Vergogna, quindi, sugli amministratori fiduciari (la cricca Di Pasquale, De Domenico, Li Preti e Rizzo) che all’incontro dell’11 novembre hanno voluto, con ripetute urla accusatorie, cercare di intimorire i genitori – presenti al Provveditorato con una delegazione – i quali volevano fare riferimento al Catechismo.

Probabilmente stavano agendo per paura che i delegati potessero spargere un po’ di buon senso sulla determinazione della cricca – che se ne infischia delle regole e delle leggi –  di commettere assassinio politico su uno dei loro colleghi.

Per questo, doppia vergogna.

I doveri pastorali del Cardinale Collins probabilmente gli impongono le buone maniere di essere gentile e indulgente. Il comportamento sgarbato, malizioso e di diretta contrarietà ai loro obblighi giurati – da parte di quella pagliacciata eterogenea – richiede niente meno che le dimissioni dall’ufficio che macchiano ogni giorno. Essi sono una minaccia esistenziale per l’educazione cattolica in Ontario.

L’Ontario ha un sistema di istruzione con un macro curriculum e due sistemi pubblici per la sua consegna. Ognuno ha la propria cultura. Ognuno riconosciuto nello Statuto e nella Legge sull’Istruzione. A nessuno dei due è concesso di sminuire la cultura e l’etica dei genitori serviti dall’altro. Gli amministratori hanno il dovere di saperne di più o di andarsene volontariamente.

Nota dell’editore: al momento di andare in stampa, il fiduciario Di Pasquale (nella foto) aveva apparentemente indicato che avrebbe presentato le sue scuse per quanto rivolto alla delegazione. Se è così, è l’obiettivo sbagliato: ha ridicolizzato l’intera comunità cattolica e la sua adesione alla Chiesa.