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Chi semina vento raccoglie tempesta: Napoli no al corno. Toronto ed il caffè sospeso

Chi semina vento raccoglie tempesta: Napoli no al corno. Toronto ed il caffè sospeso

Buongiorno, mi sono detto ieri mattina allo specchio.
– Speriamo che ci hai azzeccato, mi rispondo dall’altra parte.
Difficile, qui non s’appinza un chiodo.
– Cosa vuol dire?
Non ne va una per il verso giusto. 
– In che senso?
E che campi sulla luna? Non hai visto cosa ha combinato uno svitato a Las Vegas?
– Ho visto il video, sembrava una scena di guerra. Solo che le mitragliate erano vere, il sangue pure, i cadaveri anche. 
Pare non si tratti di terrorismo.
– E questo che significa? Pensi che fa differenza chi e perchè, in nome di quale dio, abbia scatenato la mattanza?
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. 
– Gli americani hanno questa fissazione delle armi.
 Lo sparatore di Las Vegas era armato come Rambo, aveva anche due mitragliatrici montate sui treppiedi per il tiro al bersaglio. Probabilmente le aveva comprate legalmente.
– In America dovrebbero proibire la vendita almeno delle armi da guerra, ma da quest’orecchio sono sordi come campane. 
E sempre più spesso il conto lo pagano gli innocenti.
– Ogni volta che succede, la gente chiede una revisione del secondo emendamento della Costituzione che garantisce ai cittadini il diritto di possedere armi. 
Poi tutto finisce a brodo di giuggiole. La gente si calma e sta zitta fino a quando non arriva un’altra strage.
– Dovrebbe intervenire Trump.
 Campa cavallo che l’erba cresce. Il presidente con il pagliaio in testa è un guerrafondaio, promette pioggia di fuoco sui “nemici” dell’America. Intanto la pioggia di fuoco c’è stata a Las Vegas.
– Così le armi continueranno ad essere vendute a Walmart o posti del genere.
 Basta con questi discorsi macabri. Cambiamo registro. Passiamo alle notizie leggere e sfiziose.
– Magari ce ne fossero. Giornali e tv sono pieni soltanto di schifezze assortite.
 Come, nessuno si è sposato/a da solo/a, o cose del genere?
– Nada, niente. Figurati che anche a Napoli hanno fatto in modo da annullare un progetto sul quale avrei potuto costruirci un Controsport.
 Di quale progetto parli?
– Quello del corno, anzi del cuorno per dirlo alla napoletana.
 Qualcuno aveva avuto la gran pensata di allietare il Natale dei napoletani piazzando un grande corno sul lungomare.
– Corno grande, quanto grande?
 Questo cuorno sarebbe stato gigantesco abbastanza da tenere due o tre generazioni di partenopei al sicuro da iettature, fatture e malocchi assortiti.
– Eh, maronnella mia, stai esagerando?
 Manco per niente. Pensa che il cuorno doveva essere una struttura alta 60 metri, con alcune terrazze, un ristorante e diversi punti vendita.
– Che grande idea, perchè l’hanno bocciata?
Boh, trattandosi di un corno, forse per delicatezza.
– Ma che delicatezza e delicatezza. Prima di tutto si sarebbe trattato di un corno singolo, non due. E poi non è stato il grande Totò a dire che le corna vanno di moda?
Va buò, iammecenne a piglià nu cafe…
– A proposito di caffè. Mi sono ricordato di un episodio da cristiani umani capitato a Paola.
Paola chi?
– Esatto, Paola Chiarini, ex radioparlatrice che ora pesta sui tasti del computer a due scrivanie dalla nostra.
Forza, la prendi sempre da lontano. Cosa sarebbe questo episodio da cristiani umani.
– Lei stava facendo la fila per comprare quella specie di caffè che  si vende nei bicchieri di cartone ed ha fatto passare avanti una donna incinta.
Embè, dove sta il nocciolo della questione?
– Quando la Paola è andata per pagare ha trovato che lo aveva fatto la signora, in silenzio, per ringraziare.
Sto fatto mi ricorda del caffè sospeso, una invezione napoletana da mettere in cornice.
 – Rinfrescami la coccia sul caffè sospeso.
Un cliente ordina na tazzulella e  ne paga due. La seconda il barista la tiene “sospesa” per il primo cliente che non ha quattrini per pagare.
– Bella storia quella che ha coinvolto Paola, piccola, ma significante: in un mondo sempre più cattivo e meschino esiste ancora gente che sa fare gentilezze. Meno male.
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Mar Wed ,2017