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Chi dice “bufu” non vi fa complimenti

Chi dice “bufu” non vi fa complimenti

Bufu è un acronimo.
Acronimo sarebbe una parola formata con più lettere iniziali di altre parole, per esempio Fiat (Fabbrica Italiana Automobili Torino).
Bufu sarebbe uno di questi “termini” curiosi entrati nella lingua del fu nostro Bel Paese.
Se per caso vi trovate nel suddetto Bel Paese e vi trovate faccia a faccia con un nipote che vi dice “sei un bufu” le risposte da dare sarebbero tre.
Lo ignorate.
Gli rispondete, mostrate il dito medio.
Gli ammollante una sberla.
Bufu, infatti, è un termine nuovo di zecca messo assieme dall'inglese, la lingua che nello Stivale copiano sempre, in musica e in ogni dove.
Bufu sarebbe: By us f…you.
Significa, oltre all'ovvio, anche: ridicolo e stronzo.
La malaparola, venuta ad allargare il già vasto vocabolario delle volgarità italiche, è stata inventata e diffusa da Dark Polo Gang. 
Dark Polo Gang sarebbe, è, un gruppo di musicanti bianchi del Bel Paese che fa chiasso in stile rap, rifacendosi alla moda hip-hop inventata negli anni 80 nella terra del presidente col pagliaio in testa.
Bufu è solo un esempio di come i giovani italici, in particolare quelli che abitano sotto il Colosseo, comunicano tra di loro.
Eccone degli altri.
Cbcr: cresci bene che ripasso, usato per una ragazza, o un ragazzo, al momento molto giovane che potrebbe diventare interessante (col passare degli anni).
Fugotto: fare fessi i genitori uscendo di nascosto alle 11 di sera.
Impischellato: fidanzato.
Chiusino: chi non ha voglia di uscire a divertirsi preferendo stare sempre a casa.
Abbioccarsi: addormentarsi.
Buffo: debito.
Ciospa: sigaretta.
Piottare: correre velocemente.
Paccare: baciare.
Imboccare: autoinvitarsi.
Appiccio: accendino.
Calla: bugia.
Sgravato: eccessivo.
Mai 'na gioia: sempre 'ncazzato.
 
La lingua che fu di Dante ora più che mai è imbastardita di “forestierismi”, soprattutto termini in inglese, la lingua dei marchingegni elettronici.
Per esempio.
“Skippare” è un verbo: io skippo, tu skippi, voi skippate, noi tutti skippiamo un giorno a scuola. Un volta si diceva fare filone oppure marinare la scuola.
“Likare” sarebbe mettere un Like (mi piace) sulle cose pubblicate in rete.
“Sharare” viene da “to share”, condividere elettronicamente una foto, un documento o altro.
“Rappare” vuol dire ballare al suono della musica Rap, diffusa nel Bel Paese dalla cosidetta Dark Polo Gang.
“Al fly” sarebbe copiare qualcosa al volo.
“Whatsappare, snapchattare e instagrammare” singificano più o meno la stessa cosa: usare i marchingegni elettronici senza i quali i giovani non saprebbero campare.
Per conludere, speriamo che  se un giovane italiano dovesse incontrare Ventura, gli dica: Bufu, due, tre, quattrocento vole Bufu. Se le merita tutte.
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Nelle foto, due magliette stile Bufu
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Mar Wed ,2017