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Che male abbiamo fatto per meritarci questo governo?

Che male abbiamo fatto per meritarci questo governo?

Che male abbiamo fatto per meritarci questo governo?

TORONTO – A volte viene da chiedersi che male abbiamo fatto noi cittadini dell’Ontario per meritarci certi governanti.

A ragione gli scettici probabilmente obietteranno che i popoli hanno i governi che eleggono. Ma tutto sommato l’Ontario ha una struttura sociale solida scevra dai fenomeni estremi che ribollono in tante giurisdizioni con populisti, identitari, nazionalisti e revanscisti di estrema destra.

L’Ontario anzi è una società aperta, inclusiva dove il multiculturalismo non è solo uno slogan ma un condiviso stile di vita. Eppure dopo il disastroso governo di Mike Harris ad un quarto di secolo ci ritroviamo con Doug Ford eletto per reazione alle peripezie del precedente governo liberale.

Qualunque psicologo ci avrebbe consigliato di dare una occhiata all’I.Q. del candidato Ford e forse avremmo scongiurato le calamità presenti e future di cui sono ricche le cronache quotidiane.

Ford sembra ossessionato da un incoercibile brama di vendetta per tutto ciò che aveva fatto il precedente governo bene o male che sia, una eredità tutta da obliterare inesorabilmente a ferro e fuoco come si diceva una volta.

Ford lo dimostra nelle grandi come nelle minuscole decisioni. Salvo poi,ogni tanto, a dover fare marcia indietro. Come nel caso delle targhe delle autovetture che voleva blue come l’Ontario dei suoi sogni salvo poi ad essere illeggibili di notte.

Come nel caso della vergognosa vicenda della persistente disputa scolastica. In Canada i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori sono regolati dalla contrattazione collettiva secondo regole che normalmente vanno seguite in buona fede per risolvere le controversie.

Entra Ford che, sulla base di peregrine teorie educative non certamente frutto di esperienza personale e contro il parere di esperti ed educatori,per risparmiare decide di aumentare il numero degli alunni nelle classi. E per risparmiare ancora maggiormente decide di rendere obbligatorio l’insegnamento del cosiddetto e-learning, dove gli studenti seguono i corsi a casa con l’uso del computer.

Una teoria che meriterebbe un discorso a parte, specialmente da chi viene da una esperienza come la nostra allorché i figli degli immigrati negli anni cinquanta e sessanta in gran parte venivano arruolati nella scuole cosiddette “Vocational” che negavano accesso all’istruzione superiori e alle università, creando di fatto un gruppo sociale destinato ai lavori più bassi e meno remunerativi, cittadini di seconda classe. La nostra comunità ingaggiò una dura battaglia e le scuole “vocational” furono abolite.

Sono mesi di contese e di irragionevole inflessibilità del governo che ha causato sacrifici ed esasperazione nei genitori ed negli alunni.

Come riferito dal Corriere Canadese il Ministro della Istruzione Lecce addestrato per mesi a recitare il copione davanti alle Tv ed ironicamente il giorno dopo che, ignorando il sostanziale appoggio dei genitori, il suo boss aveva attaccato brutalmente le unioni degli insegnanti, ha fatto marcia indietro,-salvo poi a cambiare idea di nuovo il giorno dopo. Grande esempio di coerenza.

È una improba impresa fargli comprendere che classi più numerose significa più difficoltà da parte degli insegnanti di seguire gli alunni e di questi di apprendere e che la e-learning va forse bene per chi viene da una famiglia di classe medio alta, ma non per le famiglie degli immigrati con scarsa conoscenza della lingua inglese ed ignari dell’uso del computer per non dire dei genitori con lavori precari a 14$ orari perché per Ford 15$ orari rovinerebbero l’economia.

Il governo Ford nella compulsiva ostinazione di imporre la sua strombazzata ” agenda per il popolo” ha deciso di tagliare i fondi per Legal Aid , riducendo i servizi di assistenza legale per le donne,per le vittime della violenza domestica,per i rifugiati,per le persone che rischiano di perdere la liberta’ e che hanno bisogno di assistenza legale.

Mentre nei paesi affetti infuria il coronavirus e l’ansietà per possibili sviluppi e si cercano ripari per evitare il diffondersi del virus Ford ha cancellato una ragionevole disposizione del governo precedente che concedeva due giorni pagati a chi non ha “sick days” e che esentava i lavoratori temporaneamente assenti dal lavoro per brevi periodi di malattia dal presentare certificati medici ai datori di lavoro, contro il parere di 175 professionisti della sanità, preoccupati dal fatto che gli impiegati di piccole aziende per paura di essere licenziati magari potrebbero recarsi al lavoro e diffondere il virus.

La leggenda vuole che lo sfortunato re Mida mutasse in oro tutto ciò che toccava. Ford al contrario apparentemente crea disastri con ogni decisione che prende. Ma per quanto tempo ancora?

Odoardo Di Santo è un editorialista del Corriere Canadese. In passato è stato deputato provinciale dell’Ndp