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Yorke: «Cantieri a rischio coronavirus»

Yorke: «Cantieri a rischio coronavirus»

Yorke: «Cantieri a rischio coronavirus»

TORONTO – I cantieri edili rientrano nella lista delle imprese che potranno continuare a operare. La provincia ha ordinato la chiusura di tutte le attività non essenziali entro la scorsa mezzanotte, ma sta esentando quelle che rientrano in 74 categorie ritenute essenziali per la catena di approvvigionamento e la vita quotidiana, incluso il settore delle costruzioni.

La decisione del governo provinciale fa però storcere il naso sia al sindaco di Toronto John- Tory che ai sindacati come il Carpenters’ District Council of Ontario, United Brotherhood of Carpenters and Joiners of America.

Dal momento che in alcuni cantieri i lavoratori non possono essere separati gli uni dagli altri, secondo il primo cittadino di Toronto, nonostante l’esenzione della provincia che consente loro di operare, questi luoghi di lavoro dovrebbero chiudere.

Tory ha affermato di aver avuto lunghi colloqui con rappresentanti del settore delle costruzioni che hanno ammesso che ci sono alcuni posti di lavoro in cui non è possibile rispettare le linee guida sul distanziamento sociale, dati i confini relativamente stretti che spesso portano gli operai a lavorare “spalla a spalla”.

«Credo che questo tipo di cantieri chiuderà. Se non sarà la ditta a prendere la decisione saranno i lavoratori stessi a dire ’sai che c’è? C’è che noi in queste condizioni non siamo protetti’. Si tratta solo di mettere in pratica il buonsenso », ha detto Tory.

Buonsenso che non manca al presidente del Carpenters’ District Council of Ontario (CDCO) Mike Yorke: «In molti cantieri non c’è nessuna possibilità per i lavoratori di lavarsi le mani con acqua calda e sapone e la ’distanza sociale’ non è proprio possibile – ha fatto notare con spirito pratico Yorke – sono contento che il premier Ford ci ritenga un servizio essenziale ma la salute dei lavoratori è la nostra priorità. Penso che in questo momento sarebbero state necessarie due settimane di pausa. Il governo può ancora fare un passo indietro e prendere in considerazione la nostra richiesta».

Assicurarsi che i cantieri di lavoro siano sicuri e conformi al protocollo del Covid-19 sarebbe giusto: «Il Ministero del Lavoro in due settimane potrebbe ispezionare i luoghi di lavoro e decidere sulla loro sicurezza in questo particolare momento», ha aggiunto il tesoriere/segretario esecutivo del Carpenters’ Union Tony Iannuzzi.

La distanza sociale, che in questo momento è basilare per riuscire a frenare i contagi da Covid-19, è a detta degli stessi operai, difficile da rispettare a causa della natura del lavoro. «Devi avere qualcuno che ti passa quello che ti serve soprattutto se ti trovi sulle impalcature – ha detto un operaio – tutti abbiamo mogli e bambini piccoli a casa e non vogliamo di certo esporli ad alcun rischio di contrarre questo virus».

Il settore della costruzione è di importanza vitale per l’economia dell’Ontario: «Siamo perfettamente consci di quanto il nostro lavoro sia rilevante per la provincia, sappiamo che tanta gente conta su di noi per vedere realizzate case, scuole, ospedali – dice il presidente Mike Yorke – i nostri membri vogliono lavorare per costruire questa provincia ma non a rischio della loro salute e di quella delle loro famiglie».

Il presidente del Carpenters’ District Council of Ontario – che è composto da 16 Local Unions of the United Brotherhood of Carpenters and Joiners di tutta la provincia – spera che Ford voglia riprendere in considerazione il problema sollevato dal suo sindacato.

«Abbiamo apprezzato e fatto i complimenti al primo ministro Trudeau per le iniziative prese e vogliamo poterli fare anche al premier dell’Ontario – conclude – chiediamo solo di poter seguire le disposizioni date per evitare di contrarre questo brutto virus».