CorrCan Media Group

Suicidio assistito, da giugno 744 casi in Canada

Suicidio assistito, da giugno 744 casi in Canada

TORONTO – Da quando la legge è entrata in vigore, in media quattro pazienti canadesi al giorno hanno deciso di fare ricorso al suicidio assistito in Canada. I numeri, sconvolgenti, arrivano da un rapporto realizzato da Ctv sulla base dei dati medici delle singole Province e dei Territori del nostro Paese, nel quale si mette in luce come dal 17 giugno al 16 dicembre 2016 ben 744 canadesi abbaino deciso di far ricorso alla “morte attraverso l’assistenza di un medico”. 
Tra le Province, è l’Ontario quella che ha registrato il numero maggiore di casi, 180. Ma andando a controllare la singola casistica a disposizione, si scopre come lungo i sei mesi dall’approvazione parlamentare della legge si sia registrato un crescita costante del fenomeno, tanto che un terzo dei casi totali si sono avuti nell’ultimo mese. In Ontario quindi siamo ormai arrivati a una media di 13 suicidi assistiti alla settimana. 
In Quebec, invece, dove la procedura è stata legalizzata nel 2015, prima del resto del Paese, sono stati confermati circa 300 casi. Per quanto riguarda le altre Province – continua lo studio – In British Columbia 154 pazienti hanno fatto ricorso al suicidio assistito, in Alberta 63, in Manitoba 18, in Nova Scotia 16, in Saskatchewan 8, in Newfoundland and Labrador 4, nessuno nella PEI e nei Territori del Nordovest. New Brunswick, Yukon e Nunavut non hanno reso pubblici i loro dati.
La legge che regolamento il suicidio assistito è entrata in vigore il 17 giugno di quest’anno, dopo un lacerante dibattito nell’opinione pubblica e a livello politico. La norma scaturiva da una sentenza della Corte Suprema del febbraio 2015 che stabiliva, in sostanza, l’incostituzionalità della legge precedente che preveda il divieto per medici e infermieri canadesi di aiutare un paziente a morire su sue espressa richiesta.
L’approvazione della legge è stata particolarmente travagliata, con il Senato che si era messo di traverso bocciando il testo precedentemente approvato alla House of Commons, prima di dare il suo via libera definitivo. 
Secondo la legge, può fare ricorso al suicidio assistito un paziente maggiorenne, gravemente malato, “la cui morte naturale – recita la norma – è ragionevolmente prevedibile”.
Il paziente deve fare richiesta scritta davanti a due testimoni indipendenti che devono confermare come le volontà del malato corrispondano a quanto richiesto senza forzature o coercizione. A questo punto devono esserci due opinioni mediche scritte, indipendenti, che confermino come il paziente da un punto di vista medico rientri nella casistica prevista dalla legge. 
Il paziente, anche dopo aver fatto richiesta, può cambiare idea in qualsiasi momento. I medici possono rifiutarsi di aiutare il paziente a morire per motivi di coscienza, ma sono obbligati a mettere in contatto il malato con un medico non obiettore.
More in Economia