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Studenti, Usa e Australia mete preferite. Il Canada avanza

Studenti, Usa e Australia mete preferite. Il Canada avanza

LONDRA – Dove preferiscono andare a studiare i giovani di tutto il mondo? In Inghilterra? Negli Usa? Oppure in Canada?
Se fino a qualche tempo fa la mèta preferita era il Regno Unito, dopo i sempreverdi Stati Uniti d’America, adesso le cose stanno cambiando. Effetto Brexit? Può darsi. Una cosa è certa: la Gran Bretagna rischia di non essere più fra le destinazioni preferite dagli studenti.
È quanto emerge da una ricerca dell’Ucl, University College London, i cui ricercatori hanno rilevato che l’Uk non è più la seconda mèta più “gettonata” dopo gli States dai giovani che vogliono studiare all’estero, bensì è in terza posizione: a prendere il suo posto, l’Australia che negli ultimi anni ha registrato un grande aumento di studenti stranieri. E sono in crescita anche i numeri del Canada.
La ricerca è stata pubblicata alcuni giorni fa da Bbc News ed è stata ripresa da numerosi quotidiani di tutto il mondo perché è significativa in un momento in cui l’Inghilterra è alle prese con il nodo-Brexit.
Stando alle parole del professor Simon Marginson, autore della relazione dello studio, tre anni fa gli studenti internazionali nel Regno Unito erano 130.000 in più che in Australia. E soltanto nell’ultimo anno gli alunni stranieri hanno portato la bellezza di venti miliardi all’economia britannica.
Ora però le cose potrebbe cambiare: negli ultimi due anni, infatti, l’Australia, grazie a piani di promozione delle università locali, ha registrato aumenti importanti del numero di studenti internazionali – soprattutto cinesi – , prima del 12% e poi del 14%. Una crescita che il Regno Unito non ha avuto: ed è finito, così, dietro all’Australia nella classifica dei Paesi preferiti.
I motivi del sorpasso? L’Australia è un Paese di lingua anglofona, ha un clima mite, le sue università sono prestigiose e c’è una gran vivacità culturale.
Tra le città australiane preferite, in particolare, ci sono Melbourne e Sydney, entrambe nella top ten (rispettivamente terza e nona) degli studenti secondo l’ultima edizione di “Qs World University Rankings”, pubblicazione annuale delle graduatorie delle università nel mondo. Classifica nella quale Londra resta comunque al primo posto (al quarto c’è Montreal, Toronto è tredicesima a pari merito con Boston).
Alla luce dell’avanzata australiana, lo studio di Ucl contiene inevitabilmente un “avvertimento” importante: il numero degli studenti internazionali nel Regno Unito potrebbe ulteriormente diminuire causa-Brexit. Non a caso “il governo inglese ha recentemente presentato piani – si legge nel servizio di Bbc News – per mantenere le porte delle università aperte agli studenti senza la necessità di un visto”. Ma non sono stati forniti dettagli sulle rette universitarie, particolare importante quest’ultimo dal momento che esse variano notevolmente nel caso siano applicate a studenti “locali” e di Paesi dell’Unione Europea piuttosto che a studenti provenienti da fuori l’Europa (si va da quasi 10mila sterline all’anno per i britannici e gli europei a 35mila sterline per i non europei).
Con la Brexit c’è il rischio che gli stessi giovani dell’Unione Europea debbano pagare la somma applicata a tutti gli altri internazionali. E per il “gradimento” internazionale potrebbe essere il colpo di grazia…

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