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Serie A, sabato parte una stagione super

Serie A, sabato parte una stagione super

TORINO – Allacciate le cinture, si parte con il piede a tavoletta. Lo sbarco di Cr7 e l’attesa per il suo esordio sabato prossimo a Verona fanno da sfondo ad un rilancio in grande stile della serie A che, se non può rivaleggiare economicamente con i nababbi della Premier, ha superato in competitività la Bundesliga e la Ligue 1, e guarda negli occhi senza arrossire anche la ricca Liga, come dimostra il tentato “scippo’ anche di Modric ai campioni d’Europa. È il rinascimento del campionato, dopo la dolorosa assenza ai mondiali, merito del consolidamento di alcuni club. Oltre alla Juve, ora Napoli, Roma e Inter sono attrezzate per una partecipazione non effimera alla Champions, mentre il Milan sta gettando le basi per ripartire. L’Atalanta semina goleade nelle eliminatorie di Europa League, Lazio e Fiorentina hanno organici tali da recitare un ruolo da protagoniste . A pochi giorni dall’avvio la Serie A mostra tutto il suo appeal, che mancava dai tempi di Maradona, Zico e Zidane. Il traino è costituito dalla Juve che, oltre a Ronaldo, investe tanto e parte per l’avventura Champions alla pari con Real, Barca, City, Bayern e Psg. Ma il fascino della serie A si misura anche con il ritorno del figliol prodigo Carlo Ancelotti che, dopo avere vinto con le più prestigiose squadre d’Europa, si siede sull’effervescente panchina del Napoli, lasciata da Sarri approdato al Chelsea, e stabilisce un rapporto speciale con De Laurentiis. La griglia del campionato, alla luce del mercato, mostra la solita Juve in pole position con vantaggio maggiore rispetto al passato. Alle sue spalle tre squadre grosso modo equivalenti: il Napoli di Ancelotti con Hamsik regista, la Roma giovanilistica allestita da Monchi, la new entry Inter di Spalletti che si e’ notevolmente rinforzata in tutti i reparti. È di Juve e Inter la pagella più alta del mercato. In terza fila seguono la Lazio di Immobile e Milinkovic-Savic con il nuovo Milan del super goleador Higuain, in quarta la solida Atalanta con Zapata in piu’ e la rinnovata Fiorentina che vuole sfruttare la voglia di rivincita dei talentuosi Pjaca e Gerson. A seguire il Toro di Mazzarri con la sua superdifesa e la Sampdoria che cambia tanto ma mantiene alto il rendimento. Poi c’è il gruppo di centroclassifica che puè scivolare indietro: il rivoluzionato Genoa e il rinnovata Udinese (al di là del ko in Coppa Italia) sembrano più quadrate di Bologna, Cagliari, Chievo e Sassuolo. Destinate soprattutto allo sprint salvezza sembrano Parma, Frosinone, Empoli e Spal. Cristiano Ronaldo è il favorito della classifica marcatori: cercheranno di contendergli il titolo Higuain e Icardi, Immobile e Dzeko, Mertens e Belotti, Dybala e Quagliarella. Il mercato, dopo un mondiale vinto dalla Francia con l’Italia malinconica spettatrice, dimostra grande vitalità. Affluiscono giocatori di qualità come Pastore, Cancelo, Emre Can, c’è il ritorno di Boateng, Criscito, Keita e Correa. Arrivano giovani speranze già pagate a peso d’oro come Fabian Ruiz, Kluivert e Martinez, il migliore in questo precampionato. Sul fronte interno si muovono pedine fondamentali come Higuain, Nainggolan, Zapata, De Vrij, Cristante, Politano, giovani ma già affermati elementi come Meret, Petagna, Caldara, Spinazzola, Verdi, Jankto, Mandragora. Lasciano l’Italia Jorginho, Felipe Anderson, Torreira, Lichsteiner, Eder e due portieri illustri: Alisson riempie il portafogli di Monchi approdando a Liverpool, Buffon rimanda la pensione insediandosi a Parigi e vincendo subito un trofeo. Ma altri club rinunciano a fiumi di soldi per tenersi stretti elementi come Koulibaly, Skriniar, Hamsik, Chiesa, Simeone, Barella oppure scoraggiano gli acquirenti con richieste in tripla cifra, come per Milinkovic. Oltre ad Ancelotti è atteso con curiosità l’approdo in A di Pippo Inzaghi col Bologna, mentre De Zerbi e Maran hanno cambiato casacca e l’Udinese si è affidata alla scommessa spagnola Velazquez. Nell’anno che vede Mancini provare a raddrizzare le sorti della nazionale, il movimento patisce l’instabilità politica con la difficile uscita dai commissariamenti di Figc e Lega, le polemiche per i processi di Parma e Chievo, i veleni della serie B a 19 squadre. Fattore di stabilità sarà l’esperienza fatta dal Var, che ridurrà al minimo incertezze e polemiche sul campo.

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