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Oshawa, protesta degli operai contro la GM

Oshawa, protesta degli operai contro la GM

TORONTO – “Salviamo la Gm di Oshawa”. “La Gm ha tradito i contribuenti canadesi”. “Oshawa ha fatto la Gm”.

Le scritte sui cartelli racchiudevano tutta la rabbia e la delusione dei lavoratori. Dozzine di operai aderenti ai sindacati hanno inscenato ieri una manifestazione di protesta all’esterno del quartier generale della General Motors a Oshawa contro la decisione dell’azienda di chiudere lo stabilimento entro la fine dell’anno.

Colin James, presidente di Unifor local 222, che rappresenta i lavoratori nello stabilimento, ha detto che il sindacato ha organizzato la protesta nel tentativo di attirare l’attenzione della casa automobilistica.

«Abbiamo intenzione di restare qui fino a quando sarà necessario. Stiamo cercando di inviare un messaggio chiaro a Gm perchè la decisione che ha preso non può essere giustificata. È un impianto pluripremiato – ha detto – credo che stiamo aumentando la consapevolezza che qui c’è una società che sta realizzando profitti record e ora loro stanno voltando le spalle ai canadesi».

Ieri, a partire dalle 6 del mattino, i lavoratori hanno impedito ai veicoli di entrare nel nel quartier generale della Gm al 1908 Colonel Sam Dr. ma il sindacalista James puntualizza che la protesta è legale.

Nonostante le continue pressioni finora Gm ha rifiutato di riconsiderare la decisione di chiudere lo stabilimento di assemblaggio di Oshawa.

Il sindacato, dal canto suo, sostiene che la chiusura viola il contratto collettivo. James ha detto che la decisione di chiudere lo stabilimento a dicembre significa che l’azienda sta violando l’accordo collettivo firmato nel 2016 che copre un periodo che va fino a settembre 2020.

«Come minimo, ci aspettiamo che la General Motors rispetti questo accordo collettivo», ha affermato il sindacalista. Dalla parte degli operai – oltre 2.500 – che a fine anno perderanno il lavoro si sono schierati centinaia di canadesi che hanno inondato il sindacato con lettere, telefonate e messaggi e-mail per manifestare il proprio sostegno.

«I canadesi stanno inviando all’azienda americana un messaggio chiaro e forte: se vuoi vendere qui, devi costruire qui», ha detto James. Ieri il presidente nazionale di Unifor Jerry Dias ha inviato alla causa automobilistica la richiesta di riconsiderare immediatamente la sua decisione.

«I lavoratori in Canada non perdoneranno Gm se continua con il piano per chiudere lo stabilimento di assemblaggio di Oshawa – ha detto Dias – per oltre 100 anni questo stabilimento di Oshawa ha costruito e supportato la General Motors ed ora i membri di Unifor chiedono alla casa automobilistica di revocare la sua decisione».

Finora l’azienda di Detroit ha fatto orecchie da mercante rimanendo irremovibile nonostante le numerose manifestazioni di protesta organizzate dai lavoratori di Oshawa.

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