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Oshawa, la Gm non farà marcia indietro: “Stop a dicembre 2019”

Oshawa, la Gm non farà marcia indietro: “Stop a dicembre 2019”

TORONTO – La General Motors non farà nessun retromarcia: i macchinari dello stabilimento di Oshawa saranno spenti esattamente tra un anno, nel dicembre del 2019.

A intonare il de profundis per la fabbrica che dà lavoro a oltre 2.500 operai è Travis Hester, presidente del ramo canadese della compagnia che, in un’intervista esclusiva concessa alla Cbc, fa capire senza troppi giri di parole che indietro non si torna: la Gm ha preso la sua decisione e non cambierà idea, nemmeno di fronte alle possibili pressioni dei due livelli di governo – che a dire il vero si sono dimostrate sin dall’inizio abbastanza arrendevoli – o alla promessa del sindacato Unifor di una lotta senza esclusione di colpi.

“È molto difficile intavolare una discussione su quello che potrebbe accadere dopo il dicembre 2019 – ha ammesso con grande franchezza Hester – perché a Oshawa non ci sarà più nulla da costruire”.

La compagnia, come sottolineato la scorsa settimana dalla Ceo Mary Barra, ha deciso di cambiare la propria strategia industriale, investendo sulle auto elettriche e sulla guida automatica.

E questo – in sostanza – ha reso lo stabilimento di Oshawa obsoleto e inutilizzabile. “Non credo – ha aggiunto Hester – che si possa costruire qualcosa di diverso di una sedan in questo stabilimento. E la domanda per questa tipologia di vettura è crollata. Servirebbe investire ingenti quantità di denaro per trasformare lo stabilimento, ma questa non è una strada percorribile”.

Cosa ne sarà quindi degli oltre 2.500 operai e dei 300 colletti bianchi che perderanno il lavoro? Su questo il presidente di Gm Canada è stato abbastanza vago.

Ha parlato di programmi di riqualificazione per trasformare alcuni lavoratori dello stabilimento in meccanici da impiegare nelle officine legate alla rete di concessionari auto sparsi in Ontario. Allo stesso tempo ha ribadito la volontà di allargare presenza della Gm in Canada almeno per quanto riguarda lo sviluppo e la ricerca, con la previsione di altre 500 assunzioni al Canadian Technology Centre.

Non è escluso che nei prossimi mesi possa eventualmente saltare fuori una compagnia europea o giapponese interessata ad acquistare lo stabilimento, attingendo quindi in questa manodopera altamente qualificata e vogliosa di lavorare.

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