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No alla Carbon Tax, arma a doppio taglio per Ford

No alla Carbon Tax, arma a doppio taglio per Ford

TORONTO – L’opposizione alla Carbon Tax potrebbe rivelarsi come un’arma a doppio taglio per Doug Ford.

La conferma è arrivata ieri dai risultati di un sondaggio della Nanos nel quale si mette in luce come la maggioranza dei canadesi ritenga profondamente sbagliata la scelta del leader del Progressive Conservative e di altri premier di utilizzare soldi dei contribuenti per la campagna pubblicitaria contro la stessa Carbon Tax.

Siamo di fronte a una contrapposizione partitica, che divide quattro premier conservatori e il primo ministro liberale Justin Trudeau.

La martellante campagna pubblicitaria anti Carbon Tax, iniziata ieri, viene finanziata con i fondi pubblici: il 64 per cento degli intervistati si dichiara contrario.

Negli spot pubblicitari viene raccontata solamente una faccia della medaglia. Il governo dell’Ontario, infatti, sostiene che la tassa costerà in media 648 dollari all’anno per ogni famiglia.

Allo stesso tempo, però, nella pubblicità non si fa alcuna menzione del fatto che tutte le entrate raccolte dal governo federale devono ritornare, per legge, a quello provinciale, così come non viene specificato che l’80 per cento delle famiglie potrà avere delle detrazioni fiscali superiori alla cifra pagata con la tassa.

Insomma, siamo di fronte a propaganda spicciola e non messaggi informativi da parte del governo. Nel frattempo continua il braccio di ferro sui tagli, il secondo fronte caldo di questa stagione politica a livello provinciale.

Tutti gli mpp conservatori di Toronto hanno respinto la richiesta avanzata dal sindaco John Tory, che aveva chiesto ai deputati provinciali eletto nei distretti cittadini di scendere in campo contro i tagli dei fondi destinati a City Hall per i sussidi ai childcare a favore delle famiglie a basso reddito. Gli undici mpp hanno ribadito il loro sostegno alle politiche governative dell’esecutivo Ford, ignorando l’appello del primo cittadino di Toronto.

Intanto la catena dei Beer Store si è affiancata alla battaglia sostenuta dal sindacato dei suoi dipendenti lanciando una sua campagna pubblicitaria contro la proposta avanzata da Ford sulla parziale liberalizzazione della vendita di alcolici nei corner store.

Secondo i rappresentanti dei Beer Store, il progetto del governo metterebbe a repentaglio circa 7mila posti di lavoro in tutta la provincia, mentre lo stesso esecutivo dovrebbe pagare un miliardo di dollari di penale per la violazione del contratto siglato con gli stessi Beer Store.

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