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Marijuana legale, il giudizio in chiaroscuro dei medici canadesi

Marijuana legale, il giudizio in chiaroscuro dei medici canadesi

TORONTO – Giudizio in chiaroscuro della Canadian Medical Association sul progetto di legalizzazione della marijuana da parte del governo. I medici canadesi hanno giudicato positivamente la presentazione delle 80 raccomandazioni contenute nel rapporto della task force guidata dall’ex ministro della Pubblica Sicurezza Anne McLellan: si tratta di un passo avanti – è stato questo il ragionamento – rispetto alla mancanza di una quadro legislativa chiaro. Nel rapporto vengono fissate le linee guida del futuro progetto di legge, che dovrebbe essere presentato in parlamento nella primavera del 2017.
Secondo i medici, però, ci sono delle questioni controverse che dovrebbero essere approfondite. La prima riguarda l’età raggiunta la quale i canadesi potranno acquistare liberamente cannabis a scopo ricreativo. Nella fase consultiva che ha preceduto la scrittura e la presentazione del rapporto, la Canadian Medical Association aveva argomentato come vi siano alcuni studi che mettono in luce la pericolosità del consumo di marijuana nei giovani durante la fase dello sviluppo. E siccome il cervello si sviluppa fino ai 25 anni, la soluzione ideale – sostenevano i medici canadesi – sarebbe stata imporre quell’età come la minima necessaria per l’acquisto legale. Poi era arrivata una seconda proposta, di compromesso, che abbassava il limite minimo ai 21 anni.
Ora nel rapporto della task force governativa, la raccomandazione sull’età minima è di 18 anni. Allo stesso tempo, però, gli esperti guidati dall’ex ministro della Pubblica Sicurezza hanno anche suggerito di armonizzare le singole leggi provinciali in materia di vendita e di consumo di sostanza alcoliche con la cannabis. In Ontario, quindi, il limite dovrebbe essere quello dei 19 anni.
In ogni caso, sottolineano i medici, si dovranno affrontare in modo serio e meticoloso anche altre zone d’ombra: ad esempio, il divieto di guida dopo aver consumato la marijuana e il lasso di tempo che dovrà trascorrere tra il consumo e la possibilità di mettersi al volante. Anche in questo caso il parallelo con le sostanze alcoliche può essere un buon punto di partenza. Il Partito conservatore, intanto, ha già fatto sapere la propria contrarietà alle raccomandazioni presentate dalla task force.

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