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La Toyota investe a Cambridge: si parte dal 2022

La Toyota investe a Cambridge: si parte dal 2022

TORONTO – Un’iniezione di fiducia, con investimenti e posti di lavoro, da parte della Toyota in Ontario.

Il gigante dell’auto giapponese, infatti, ha deciso di aprire un’altra linea di produzione nello stabilimento di Cambridge a partire dal 2022.

Nelle fabbriche della cittadina dell’Ontario verranno prodotti due modelli del brand Lexus, il crossover NX e la sua versione ibrida. Il tutto grazie a un investimento, già annunciato dalla Toyota, di 1.4 miliardi di dollari e uno stanziamento del governo federale di 110 milioni di dollari per la ricerca e lo sviluppo.

Per il settore manifatturiero della nostra provincia l’annuncio di ieri – al quale ha preso parte anche il primo ministro Justin Trudeau insieme al presidente di Toyota Canada Fred Volf – rappresenta una significativa boccata d’ossigeno dopo le gravi perdite registrate nel comparto auto negli ultimi sei mesi.

Non dobbiamo dimenticare infatti che la General Motors ha deciso di chiudere lo stabilimento di Oshawa, lasciando a spasso oltre 3mila dipendenti a partire dalla fine del 2019.

Allo stesso tempo la Fiat Chrysler Automobiles ha annunciato lo stop a un turno di produzione nello stabilimento di Windsor, con il conseguente taglio di 1.500 lavoratori. Lo stabilimento della Toyota è stato inaugurato nel 1988 e attualmente dà lavoro a circa 8mila dipendenti.

La Toyota sta cercando di consolidare la sua penetrazione nel mercato canadese e nordamericano. E lo testimonia anche il fatto che il modello in questione, Lexus NX a benzina e ibrido, fino a questo momento è stati prodotto solamente in Giappone.

“Siamo lieti – ha dichiarato Trudeau durante una conferenza stampa organizzata nello stabilimento di Cambridge – di poter collaborare con una compagnia come la Toyota, che ha dimostrato con i fatti di voler investire in Canada. Da questo stabilimento saranno prodotte le NX e la loro versione ibrida per tutto il continente nordamericano”.

È comunque significativo che in una giornata come questa, dove finalmente si registra un’inversione di tendenza positiva per il settore auto dell’Ontario, il premier Doug Ford e il suo braccio destro, il ministro delle Finanze Vic Fedeli, non abbiano partecipato all’annuncio allo stabilimento di Cambridge.

Il leader conservatore, infatti, è partito proprio ieri per una serie di incontri a New York con l’obiettivo di stimolare gli investimenti americani in Ontario. Alla conferenza stampa congiunta di ieri è stata inviata la vice premier Christine Elliott.

Ma aldilà degli impegni a sud del confine, è chiaro che il clima di tensione delle ultime settimane tra i due livelli di governo ha alimentato una divisione sempre più evidente tra il premier e il primo ministro, a partire dalla carbon tax, per la quale la querelle è addirittura approdata in tribunale.

Si assiste a un progressivo allontanamento tra il governo federale e l’esecutivo provinciale, di fronte a una congiuntura economica ricca di insidie e carica di incertezza che richiederebbe, al contrario, il massimo livello di cooperazione tra Ottawa e Queen’s Park.

Per questo motivo quella di ieri può essere considerata come un’occasione mancata: la presenza del premier avrebbe potuto ria¤ermare l’unità di intenti tra le due parti, messe da parte le divisioni ideologiche e partitiche, quando si tratta di difendere gli interessi del Canada e dell’Ontario.

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