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Il debito pubblico peserà sulle future generazioni

Il debito pubblico peserà sulle future generazioni

Il debito pubblico peserà sulle future generazioni

OTTAWA – A molti sembrerà forse scontato, ma a ribadirne il pericolo è un nuovo studio. Secondo l’HEC – il Centro per la prosperità e la produttività, con sede a Montreal – proseguire sulla strada dei deficit di bilancio, senza contrapporre una savia politica economica che abbia come obiettivo il pareggio del bilancio stesso, finirà per pesare e ripercuotersi sulla vita delle future generazioni in Canada.

“La crescita economica è relativamente buona e non vi è alcuna recessione in vista” ha dichiarato il professor Robert Gagne, tra gli autori del rapporto. “Gli indicatori del mercato del lavoro sono favorevoli. Se queste non sono le condizioni per raggiungere un bilancio in pareggio, cosa ci vorrà?”.

Lo studio dell’HEC stima che il governo federale abbia accumulato deficit complessivi pari a 56,5 miliardi di dollari, tra il 2015 e il 2018. Con il ministro delle finanze Bill Morneau, pronto a presentare il prossimo bilancio a marzo, Gagne crede che sia giunto il momento per Ottawa di impegnarsi a riequilibrare le finanze pubbliche.

A suo avviso, ciò potrebbe essere ottenuto limitando la crescita della spesa all’inflazione. Con l’aggiornamento economico del mese scorso, Morneau ha previsto un deficit da 26,6 miliardi di dollari, circa $7 miliardi in più rispetto alle previsioni dell’ultimo budget.

E si prevede altresì che il prossimo deficit aumenterà a 28,1 miliardi per il 2020-2021, prima di diminuire gradualmente sino a raggiungere gli 11,6 miliardi di dollari, nel 2024-2025.

Il governo Trudeau ha giustificato la sua politica economica sottolineando il fatto che – nonostante la spesa pubblica superi le entrate – il rapporto debito/PIL dovrebbe scendere gradualmente al 29,1% entro il 2024-2025, l’indice più basso dal 2008-2009.

Tuttavia, secondo le previsioni dell’aggiornamento economico, il debito federale dovrebbe raggiungere i 713 miliardi di dollari entro la fine dell’anno fiscale in corso e crescere sino ad 810 miliardi di dollari, entro il 2024-2025.

Pur senza voler risultare allarmista, Gagne sostiene che l’attuale strategia implichi che il governo federale ritenga di potersi “indebitare indefinitamente”. Per il momento, l’impatto è limitato.

Il debito per i servizi, ossia il denaro necessario a coprire la restituzione degli interessi, ha rappresentato solo il 7% delle entrate federali nel 2018, un valore basso rispetto alla metà degli anni ’90, quando questa singola voce rappresentava oltre un terzo delle entrate del governo, afferma lo studio.

Ma – secondo gli autori – prima o poi i tassi di interesse non saranno più così bassi come lo sono oggi e le generazioni future dovranno pagarne il conto. “Bastano pochi punti percentuali in aumento e la situazione potrebbe deteriorarsi abbastanza rapidamente” ha affermato Gagne.

“Per il momento gli indicatori sono abbastanza favorevoli, ma questo non durerà a lungo” ha concluso l’economista.

Tra le raccomandazioni, lo studio suggerisce inoltre che il Parlamento dovrebbe ripristinare la legge federale sul pareggio di bilancio adottata nel 2015 ed abrogata dopo un solo anno.