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Il Canada dichiara guerra agli oggetti monouso in plastica

Il Canada dichiara guerra agli oggetti monouso in plastica

TORONTO – Tolleranza zero verso gli oggetti monouso in plastica.

Justin Trudeau, con un occhio sui sondaggi e l’altro sull’ascesa dei Verdi di Elizabeth May – che in molti distretti mette in pericolo le chance di rielezione dei deputati liberali – ha annunciato la svolta del Canada verso i prodotti in plastica usa e getta, che saranno messi al bando in tutto il Paese a partire dal 2021.

Per ora non esiste una lista esaustiva dei prodotti che entro due anni saranno vietati: nel suo intervento di ieri il primo ministro ha indicato alcuni prodotti che potrebbero essere colpiti dal bando – cannucce per le bibite, cotton fioc, asticelle per agitare i cocktail, i bastoncini che sorreggono i palloncini gonfiabili – ma anche aggiunto che l’elenco finale sarà presentato nei prossimi mesi a conclusione del lavoro di una commissione di esperti.

I numeri snocciolati dal leader liberare sono impressionanti. Al momento, meno del 10 per cento della plastica utilizzata in Canada viene riciclato.

Da qui al 2030, i canadesi getteranno nella spazzatura materiali in plastica per un valore complessivo di 11 miliardi di dollari. Ogni anno – si legge in un rapporto del governo federale – i canadesi buttano via 3 milioni di tonnellate di plastica.

Circa un terzo della plastica usata in Canada è monouso: cioè viene buttata via dopo un singolo utilizzo. Ogni anno – continua il rapporto – vengono utilizzati 15 miliardi di sacchetti di plastica, mentre ogni giorno in media sono usati 57 milioni di cannucce.

“La plastica – ha detto Trudeau durante una conferenza stampa a Mont-Saint-Hillaire, in Quebec – viene trovata nei punti più profondi dell’oceano, a 36mila piedi di profondità e le famiglie che vanno in spiaggia fanno fatica a trovare uno spazio che non sia pieno di bustine di plastica, bottiglie o cannucce”. Ma chi pagherà per questa svolta epocale nelle politiche ambientali del Canada?

L’intenzione del governo è quella di attribuire alle compagnie produttive la responsabilità della raccolta e del riciclaggio degli oggetti in plastica. Anche perché, è questo il ragionamento del primo ministro – quello della raccolta e dello smaltimento responsabile della plastica potrebbe diventare un settore fiorente della nostra economia, con la creazione – e queste sono le stime del governo – di circa 42mila posti di lavoro. Insomma, a quattro mesi e mezzo dalle elezioni Trudeau rispolvera un’indole ambientalista che negli ultimi anni, per motivi vari, era stata messa un po’ in disparte.

Il provvedimenti annunciato ieri, che dovrebbe entrare in vigore nel 2021, rappresenta di fatto il primo tassello della piattaforma elettorale che il Partito Liberale sta finalizzando. E il messaggio politico è sotto gli occhi di tutti.

I grit devono fare i conti con la crescita elettorale del Green Party, che non solo minaccia direttamente l’Ndp – con il rischio di ridurlo all’irrilevanza politica – ma che comincia a preoccupare anche i liberali: perché è evidente che se a destra i conservatori la fanno da padrone, nel fronte progressista si prospetta una corsa a tre che inevitabilmente favorirà Andrew Scheer e le sue aspirazioni a diventare primo ministro.

Nell’ultimo sondaggio presentato ieri dalla Angus Reid, i conservatori continuano ad essere in testa al 37 per cento, seguiti dal Partito Liberale al 26. L’Ndp di Jagmeet Singh crolla al 15 per cento, mentre i Verdi salgono al 12.

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