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Fusione FCA-PSA, nasce il quarto polo al mondo

Fusione FCA-PSA, nasce il quarto polo al mondo

Fusione FCA-PSA, nasce il quarto polo al mondo

TORINO – I gruppi FCA che comprende Fiat e Chrysler Automobiles e quello PSA a cui appartengono i marchi Peugeot, Citroën, DS, Opel e Vauxhall Motors hanno ieri ufficializzato il protocollo d’intesa vincolante per la loro fusione.

Dopo il via libera da parte di azionisti e massimi organi amministrativi è stato firmato l’accordo per creare il quarto maggior costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi ed il terzo per fatturato.

La fusione tra FCA e PSA porterà alla costituzione di una nuova realtà con vendite annuali previste in 8,7 milioni di veicoli e con ricavi di quasi 170 miliardi di euro, per il 46% generati in Europa e per il 43% in Nord America.

“La solida struttura patrimoniale congiunta – si legge nel comunicato di ufficializzazione dell’operazione – o–re significativa flessibilità finanziaria e ampi margini sia per implementare piani strategici che per investire in nuove tecnologie, per tutto il ciclo. Il nuovo gruppo avrà una presenza bilanciata e attività redditizie a livello globale, con un portafoglio di brand iconici e altamente complementari a copertura di tutti i principali segmenti da luxury a premium, dai veicoli passeggeri mainstream fino alle Suv, ai truck e ai veicoli commerciali leggeri. Questo grazie alla forza di FCA in Nord America e in America Latina e alla solidità di PSA in Europa”.

I due gruppi hanno anche fornito uno spaccato delle sinergie stimate dall’integrazione con maggiori dettagli rispetto a quando indicato, alla fine di ottobre, in occasione dell’annuncio di una prima intesa preliminare.

“Le efficienze che risulteranno dall’ottimizzazione degli investimenti in piattaforme veicoli, famiglie motori e nuove tecnologie e dalla maggiore scala consentiranno al business di incrementare la sua capacità di acquisto e la creazione di valore per gli stakeholder” sottolineano i vertici di FCA e PSA.

“Oltre due terzi dei volumi a regime sarà concentrato su due piattaforme, con volumi annuali di circa 3 milioni di veicoli, sia sulla piattaforma small che su quella compact/mid-size”.

I risparmi associati alle tecnologie, ai prodotti ed alle piattaforme rappresenteranno il 40% circa dei 3,7 miliardi di euro di sinergie annuali a regime, mentre i risparmi relativi agli acquisti, generati principalmente delle economie di scala e degli allineamenti al miglior prezzo, rappresenteranno un ulteriore 40%. Il restante 20% sarà rappresentato da risparmi in altre aree, tra cui marketing, information technology, spese generali e amministrative e logistica.

I due gruppi – infine – hanno confermato che nessuna fabbrica verrà chiusa a seguito della raggiunta fusione. “Le stime non prevedono alcuna chiusura di stabilimenti in conseguenza dell’operazione” viene specificato nella nota congiunta, diramata da FCA e PSA.