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Fusione FCA-PSA, nasce il nuovo colosso dell’auto

Fusione FCA-PSA, nasce il nuovo colosso dell’auto

TORONTO – È nato un nuovo colosso dell’auto. Ieri, infatti, è stata ufficializzata la fusione tra il marchio FCA, ossia FIAT e Chrysler, e quello del Groupe PSA che comprende Peugeot, Citroën ed Opel.

La fusione crea così il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di unità vendute, pari ad 8,7 milioni di veicoli, con ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro ed un utile operativo corrente di oltre 11 miliardi di euro, sulla base dell’aggregazione dei risultati del 2018 ed escludendo Magneti Marelli e Faurecia.

Il consiglio di amministrazione della nuova aggregazione partitetica tra PSA e FCA sarà composto da John Elkann come presidente e Carlo Tavares in qualità di amministratore delegato e membro del consiglio.

Il consiglio d’amministrazione dovrebbe essere composto da undici membri, cinque nominati da FCA – incluso Elkann presidente – e cinque nominati dal Groupe PSA, incluso il senior independent director ed il vice presidente.

Tavares sarà amministratore delegato e membro del consiglio di amministrazione per un mandato iniziale di cinque anni. La sede della nuova capogruppo sarà in Olanda. La società sarà quotata a New York, Parigi e Milano.

FCA distribuirà ai propri azionisti un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro e la propria partecipazione in Comau. Peugeot dovrebbe invece distribuire ai propri azionisti la partecipazione del 46% detenuta in Faurecia.

“Le sinergie annuali a breve termine sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti” hanno sottolineato le due società, nella nota congiunta.

“È un’operazione di mercato, non posso giudicare l’accordo ma quello che preme al nostro governo è che sia assicurato il livello di produzione e quello di occupazione in Italia e quindi la continuità aziendale”, ha commentato il presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Alla Borsa di Milano il titolo FCA ha guadagnato il 9%, mentre a Wall Street oltre il 7% del suo valore.

Giorgio Mitolo

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