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Eulogia: P. Guglielmo Corbo nel ricordo di un amico

Eulogia: P. Guglielmo Corbo nel ricordo di un amico

TORONTO – Mercoledì sei dicembre nella tarda mattinata di un fine autunno, che sembrava resistere tenacemente all'incombente inverno, anche  la fibra indomita di Padre Guglielmo Corbo, che ha  resistito  cosi pervicacemente per anni al morbo di Parkinson,  ha ceduto rendendo l'ultimo respiro  alla morte, che aveva beffato per cosi lungo tempo, lasciando increduli i  numerosi amici ed estimatori che si erano abituati al superamento delle profonde crisi di salute, che avevano segnato gli ultimi mesi della sua vita.

Padre Gugliemo  era nato 78 anni fa a Forenza   in  Lucania. 
Nel 1966  fu ordinato sacerdote  nella famiglia religiosa dei frati cappuccini. Tre anni dopo venne a Toronto dove legò il suo destino allla parrocchia di San Filippo Neri su Jane Street, a sud di Wilson. 
Nel 2000 divenne parroco della chiesa di San Bernardo di Chiaravalle dove rimase fino al 2011, allorchè l’incombemte malattia di Parkinson lo costrinse ad un precoce e doloroso ritiro.
Tutti ricordiamo i suoi penosi sforzi per predicare il Vangelo, perchè l’aggravarsi della malattia  gli restringeva l'uso della parola.
Padre Guglielmo personificava il cappuccino tipico come tramandato nell'immaginario  popolare: umile, affabile, modesto, caritatevole, sempre disposto a servire il prossimo e a dare una mano a chi ha bisogno, secondo il dettato della carità cristiana. 
Mai alla ricerca della gloria e delle luci della ribalta. Sin dal suo arrivo a Toronto nella parrocchia di San Filippo Neri creò un’organizzazione per aiutare gli immigrati, a quel tempo in gran parte  italiani. 
A San Filippo ebbero aiuto e conforto nel non facile percorso per integrarsi nella società canadese. Molti italiani ricevettero i rudimenti di conoscenza del Canada per ottenere la cittadinanza. 
Umile frate cappuccino, secondo il dettame evangelico che dice: “Bussate e vi sarà aperto”,  padre Guglielmo non esitava  a bussare alla porta per chiedere  aiuto per chi  aveva bisogno, qualsiasi bisogno materiale o spirituale che fosse.
Ed era difficile dargli una risposta negativa. Nel quartiere di Wilson e  Keele che rappresentavo al parlamento dell'Ontario non c’era una chiesa, ma vi risiedevano molti italo-canadesi che trovavano difficile andare a San Filippo Neri, sede della parrocchia. 
Padre Guglielmo, cui ci legava una sincera e profonda amicizia,  mi convinse a chiedere al governo dell'Ontario un grant del Lottario per costruire un altare  nella palestra della  scuola cattolica di St. Conrad, un’idea piuttosto originale. 
E mi convinse a condurlo ad un meeting con il ministro responsabile il quale ci guardò sbalordito, ma infine concesse il grant per l’altare e subilto dopo anche per l'organo. 
I fedeli gremivano le sue funzioni perchè ispirava fiducia e bontà. 
Ora che ci ha lasciato vivremo nel suo ricordo. Che abbia pace e bene come lui augurava sempre secondo il detto francescano.  Era un   uomo buono  ed un buon amico di chi ha avuto la fortuna di incrociarlo nella vita.
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