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Dopo le polemiche, i ritardi e la firma nuovo Nafta in vigore

Dopo le polemiche, i ritardi e la firma nuovo Nafta in vigore

Dopo le polemiche, i ritardi e la firma nuovo Nafta in vigore

TORONTO – Il nuovo trattato di libero scambio in Nord America è ufficialmente in vigore. Dopo un tortuoso percorso lungo tre anni caratterizzato da polemiche, accuse, veleni, dazi doganali, minacce e trattative senza fine, l’Umsca a partire dal primo di luglio è entrato a pieno regime e con esso le nuove regole introdotte nell’accordo siglato dal Canada con gli Stati Uniti e il Messico. Regole che inevitabilmente avranno delle ripercussioni – sia positive che negative – sui portafogli dei canadesi.

Innanzitutto il commercio online si rivelerà meno caro per i canadesi. Sono state infatti aboliti i dazi doganali su tutti i prodotti acquistati su Internet al di sotto dei 150 dollari. Viene alzato anche il prezzo minimo dei prodotti soggetti singolarmente ai dazi, che passa da 20 a 40 dollari. E se i canadesi che acquistano prodotti online possono sorridere, meno contente sono le associazioni che difendono gli interessi dei commercianti all’ingrosso e al dettaglio, tanto è vero che è stata fatta a lungo un’operazione di lobbying – senza successo – per eliminare questa norma dal nuovo accordo.

Con l’Usmca gli agricoltori americani avranno un maggiore accesso al settore dei latticini canadese, a quello delle uova e del pollame: di tratta di un margine ulteriore del 3,59 per cento, che tuttavia sarà compensato da ulteriori fondi dal governo federale.

Tra i settori che subiranno i maggiori cambiamenti troviamo quello dell’auto e della componentistica. In particolare si è lavorato molto sui regolamenti relativi alla provenienza dei prodotti e dei materiali. Secondo la nuova regola, il contenuto di ogni singolo veicolo per essere esentato dai dazi doganali dovrà arrivare direttamente dagli Stati Uniti, dal Canada e dal Messico con una determinata percentuale: con il Nafta era del 62,5 per cento, ora passa al 75 per cento.

“Le nuove regole – ha dichiarato al Corriere Canadese Flavio Volpe, presidente dell’Automotive Parts Manufacturers’ Association – richiedono ai costruttori di auto di acquistare circa il 25 per cento in più del contenuto da fornitori locali. In Canada prevediamo un volume addizionale annuale senza precedenti tra i 6 e gli 8 miliardi di dollari, quando l’accordo sarà a pieno regime”.

Allo stesso tempo, il 70 per cento dell’acciaio e dell’alluminio utilizzati dovranno provenire dal Nord America, mentre almeno il 40 per cento delle vetture dovrà essere composto da materiale prodotto in fabbriche dove la paga media dei lavoratori deve essere di almeno 16 dollari americani all’ora.

Il Canada non dovrà apportare modifiche ai suoi regimi nazionali di brevetti o di proprietà intellettuale farmaceutica. Inizialmente l’accordo prevedeva l’estensione delle protezioni per alcuni farmaci che avrebbero fatto salire i costi, ma questo è stato negoziato prima della ratifica.

L’accordo sul nuovo Nafta rimarrà in vigore per 16 anni, ma entro i primi sei anni sarà condotta una “revisione congiunta” obbligatoria. Viene mantenuta l’opzione di sei mesi dell’avviso di accordo che esisteva in precedenza, ma è stata inclusa anche una nuova clausola che potrebbe consentire a un Paese di uscire dall’accordo.