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Dalla Sicilia al Canada, l’amore supera l’oceano

Dalla Sicilia al Canada, l’amore supera l’oceano

Dalla Sicilia al Canada, l’amore supera l’oceano – Stephanie Rizzo

TORONTO – In un tempo caratterizzato da forti flussi migratori torna in auge il "Matrimonio per procura", una pratica legale che permette a due persone distanti territorialmente.  Negli anni seguenti la fine della II Guerra Mondiale, furono moltissimi i giovani uomini italiani che emigrarono per costruirsi un futuro migliore. Ben presto però si ritrovarono soli in terra straniera, pensando alla fidanzata lasciata in Italia. Le leggi in Canada permettevano di mandare a chiamare solo i congiunti e quindi si ricorreva spesso alla pratica del "Matrimonio per procura", finalizzata al ricongiungimento della coppia. Stephanie Rizzo, nostra ex collaboratrice, ci propone una di queste tante storie, dove l’amore è stato il filo conduttore.


TORONTO – Si potrebbe considerare una storia d’amore come tante, ma in fondo l’amore non è mai scontato per chi lo vive. È speciale e unico. 
E così speciale e unica è la storia d’amore che mi appresto a raccontare (ho escluso i cognomi per rispetto della privacy).
Concetto (classe 1912) era un falegname siciliano di un piccolo paesino in provincia di Siracusa. Come tanti altri uomini dell’epoca, fu mandato a combattere in Libia durante il secondo conflitto mondiale. 
Un’esperienza tragica, soprattutto nel ricordo di quelle corse disperate sotto i bombardamenti dove colleghi e amici perdevano la vita sotto gli occhi di chi inerme non poteva far altro che continuare a correre per salvarsi.
Esperienze di questo genere lasciano un segno profondo che neanche il tempo potrà mai rimarginare e che fanno apprezzare e vedere la vita con occhi diversi. 
 E così Concettino, finita la guerra, spinto da un innato spirito avventuriero, lasciò nuovamente la Sicilia per andare prima a Napoli e successivamente a Genova.
Erano i primi anni ’50 quando a raggiungerlo fu una lettera contenente un atto di richiamo da parte di una cugina, la quale si era da poco trasferita nel lontano Canada. 
Era il periodo della seconda ondata migratoria di italiani verso questa sconosciuta e affascinante nuova terra. 
Nonostante a Genova il lavoro non mancasse, Concetto volle comunque salpare per questa nuova avventura.
Nel bel paese siciliano, però, c’era una ragazza, Maria, che lui di certo non aveva dimenticato.
 Al tempo corteggiare una donna era ben diverso da come si usa fare adesso. 
Concettino mandò un “ambasciatore” a portare la notizia di tale interesse e chiedere il permesso alla famiglia della giovane donna.
La risposta affermativa arrivò quando Concetto era già sbarcato, dopo lunghi giorni di traversata, sulle coste di Halifax per poi recarsi a Toronto. 
Ma come fare allora per portare Maria in Canada? 
L’atto di richiamo, ossia un atto “sponsorizzazione”, era possibile mandarlo solo a parenti, coniugi o per motivi di lavoro. 
Fu così allora che entrò in ballo l’atto giuridico della procura.
Ampiamente diffuso al tempo, quest’atto prevedeva la concessione ad un soggetto da parte di un altro di compiere atti giuridici in suo nome. 
In questo caso, quindi, un nipote di Concetto fu incaricato di “sostituirlo” nella celebrazione del matrimonio.
Fu così che nel ’53 anche Maria salpò da Napoli verso il Canada sul famoso transatlantico Andrea Doria, tristemente famoso per la sciagura che lo vide protagonista qualche anno più tardi. 
Quante storie quelle navi hanno portato e quanti quei legami e quelle amicizie createsi proprio durante quei viaggi che nessuno di loro ha mai più dimenticato.
Finalmente riuniti, Maria e Concettino celebrarono il secondo matrimonio nella chiesa dell’Holy Name a Danforth, luogo dove poi battezzarono la figlia Josephine nel ’56. 
All’inizio la vita non fu di certo facile. 
Concettino lavorava senza sosta come ristrutturatore di case, o più nello specifico nella costruzione di cucine su misura.
Tra vari trasferimenti, da Danforth (in un appartamento condiviso con altri immigrati italiani) a Fairmount, a Gerard Street e poi a Roundtree, gli anni passarono così come i gelidi e lunghi inverni.
 Questa realtà così diversa da quella a cui Maria era tanto abituata e lontana dagli affetti a cui era più legata, la portarono a sentirne la mancanza in maniera sempre più insopportabile.
Una tristezza latente iniziò a farsi strada lentamente fino a quando ad essere intaccata fu proprio la salute e, a quel punto, una decisione importante doveva essere presa. 
Concettino, che amava Maria più di qualunque cosa al mondo, fu disposto a lasciare tutto e ritornare in Sicilia per vederla stare bene di nuovo come un tempo.
Josephine, nel frattempo, aveva compiuto 16 anni e per lei tutto questo avrebbe significato lasciare il liceo, imparare una nuova lingua e adattarsi a un nuovo stile di vita. 
Decisero di fare un periodo di prova, per vedere come Josephine riuscisse a integrarsi con gli studi e nella società siciliana. 
Fu lì che un ragazzo posò gli occhi sulla giovane e bella canadese da poco arrivata nel piccolo paese. 
Dopo questo incontro, per Josephine la scelta si fece semplice. 
L’amore così sbocciato crebbe e fiorì negli anni fino a che anche loro non diedero alla luce una bella bambina. 
Insomma, il grande amore è il fulcro che ha percorso questo piccolo racconto di vita. 
A questo punto vi starete chiedendo perché ho riportato questa particolare storia. Ricordate quella bella bambina? Be’, sono proprio io.
 

 

 

 

 

 

 

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