CorrCan Media Group

Columbus Centre: Il Board proroga la partnership con Villa Charities?

Columbus Centre: Il Board proroga la partnership con Villa Charities?

TORONTO –  Il matrimonio continua. Il Toronto Catholic District School Board, secondo la Columbus Athletic and Social Association, avrebbe concesso a Villa Charities Inc. una proroga dell’accordo di partnership fino a gennaio 2018. 
Stando all’associazione nata a difesa del Columbus Centre, la decisione sarebbe già stata presa mentre secondo altre fonti potrebbe essere stata presa ieri sera in privato durante un workshop nel quale i trustee sono stati chiamati ad esprimere il proprio parere.
Un prolungamento dei tempi, se confermato, che può essere interpretato in vari modi ma che di certo sembra essere un modo per guadagnare tempo. 
«Secondo me questo significa che Villa Charities farà tutto il possibile per convincere tutti coloro che sono interessati alla vicenda  che distruggere il Columbus Center, suddividendo il terreno per far posto a palazzi con 2.500 appartamenti e costruire un edificio per la Dante Alighieri  e il Columbus Center, sia nell’interesse migliore per la nostra “comunità” – dice convinto il membro del Columbus Centre nonchè fondatore della Columbus Athletic and Social Association (CASA) Ian D. MacDonald – dal canto nostro abbiamo quattro mesi di tempo per convincere tutti che demolire il Columbus Centre non è affatto nel migliore interesse della comunità».
Proprio per sensibilizzare i politici su questa vicenda che sta facendo perdere il sonno alla comunità, MacDonald invita tutti a scrivere o telefonare ai fiduciari scolastici del Toronto Catholic District School Board (https://www.tcdsb.org/Board/TrusteesoftheBoard/Pages/default.aspx), ai membri del Parlamento provinciale dell’Ontario (http://www.ontla.on.ca/web/members/members_current.do?locale=en), al ministro dell'Istruzione Mitzie Hunter (mhunter.mpp.co@liberal.ola.org), alla premier Kathleen Wynne (kwynne.mpp.co@liberal.ola.org). MacDonald non manca di aggiungere al lungo elenco anche il cardinale Thomas Collins, che esercita un controllo sul TCDSB (archbishop@archtoronto.org) e Dan Smith, liason per l’istruzione cattolica (dsmith@archtoronto.org). 
Fare pressioni sui politici, affinchè scendano in campo per salvare il Columbus Centre, soprattutto con le elezioni del 2018 dietro l’angolo, è quanto l’agguerrito MacDonald si propone. 
«La premier è a conoscenza del nostro problema ma temporeggia perché vuole capire se questo è limitato al riding di Mike Colle – constata amaramente MacDonald – in questo caso il Columbus Centre finirebbe in fondo alla lista delle priorità del partito. Noi vogliamo dimostrare a lei e a tutti i deputati che i membri del Columbus Centre risiedono in ogni parte di Toronto e che i 32.8 milioni di dollari stanziati dal suo governo al board cattolico, non dovrebbero essere usati per danneggiare la comunità».
Nel frattempo i soci di CASA hanno organizzato una serie di manifestazioni, la prima delle quali si terrà il 27 settembre. «La “Walking the perimeter” si terrà dalle 5 alle 7 del pomeriggio – anticipa MacDonald – ci incontreremo di fronte al Columbus Centre e ci incammineremo su Dufferin Street verso Playfair Avenue, Euphrasia Drive, Marianfeld Avenue per tornare infine di nuovo davanti al Columbus Centre: chiunque desideri partecipare può confermare la propria presenza inviando una email a casa@cccasa.ca».
Rimane il fatto che il progetto originale non è stato ritirato ed è in attesa di ricevere il via libera dall’Ontario Municipal Board mentre di un eventuale nuovo piano non si sa ancora nulla. Le zone d’ombra sono ancora tante in questo controverso progetto che prevede la demolizione del Columbus Centre. La domanda che sorge spontanea a questo punto è: perchè il TCDSB da un lato lancia accuse a Villa Charities per la mancata trasparenza e per non aver consultato adeguatamente la comunità mentre dall’altro continua a non volersi dissociare da Villa Charities?
La saga continua.
Abbiamo provato a contattare il TCDSB e il ministro Hunter per un commento ma fino al momento di andare in stampa non abbiamo ricevuto risposta. 
More in Economia