CorrCan Media Group

“The voice of labour”: Toppan si racconta

“The voice of labour”: Toppan si racconta

TORONTO – Quella scritta da Marino Toppan non è soltanto una biografia. In “The voice of labour – A life in Toronto’s construction industry” è racchiusa infatti una parte della storia del Canada, quella che vede come protagonisti gli operai italo-canadesi nel settore edile.

Il titolo del libro racchiude appieno l’essenza di quello che il lettore troverà leggendo le 232 pagine: undici capitoli nei quali l’autore nato a Villotta di Chions (PN) nel 1932 ripercorre tutta la sua vita, dalla partenza avvenuta nel 1955 dal porto di Genova a bordo della Turbonave Roma fino al suo pensionamento nel 1994.

In mezzo ci sono mille difficoltà ed altrettante sfide: dopo il difficile inizio da muratore nei cantieri dove il lavoro era duro e le misure di sicurezza inesistenti, Toppan inizia a frequentare il sindacato Labourers International Union of North America (LiUna Local 506) ancora in erba diventandone in seguito il presidente.

«Non erano tempi facili – ribadisce spesso Toppan – le condizioni di lavoro erano particolarmente dure, gli incidenti sul lavoro frequenti e come se non bastasse in quegli anni c’erano molti pregiudizi verso gli italiani, pregiudizi legati alla mafia e ai trascorsi di guerra».

Il libro di Marino Toppan è una testimonianza, uno spaccato sul mondo del lavoro dagli anni Sessanta in poi che annota man mano le piccole ma importanti conquiste degli operai.

Fin dai suoi primi anni in Canada Toppan avverte l’esigenza di lottare per creare condizioni di lavoro più umane ed è instancabile nell’organizzare scioperi – storico quello del 1961 -, nel coinvolgere un numero sempre maggiore di operai, nel far capire loro che la rassegnazione non deve trovare posto nella loro vita.

Al tempo, scrive Toppan, la maggior parte degli italiani che giungevano in Canada iniziavano a lavorare nei cantieri e spesso subivano senza protestare per paura di perdere il lavoro o di essere deportati.

In ogni pagina del libro si respira la passione di Toppan, la generosità, il desiderio di una società migliore e di cantieri dove di lavoro non si debba più morire.

Lo sguardo di Toppan è volto al futuro, alle generazioni successive alle quali, avverte nel suo piccolo, l’esigenza di lasciare un mondo migliore.

“Per i miei figli e i miei nipoti, affinchè possano vivere una esistenza migliore”, è la dedica dell’autore che trova posto nel libro.

Ma oltre a scrivere “The voice of labour” Toppan ha collaborato con Paola Breda alla stesura di “Land of triumph and tragedy – Voices of the italian fallen workers”.

Un volume – ben 968 pagine – frutto di decenni di ricerche dell’ex sindacalista, che non solo ripercorre l’immigrazione italo-canadese ma include anche la storia mai raccontata in precedenza delle migliaia di lavoratori italiani che sono morti costruendo questo Paese.

A partire da questa settimana pubblicheremo una serie di articoli inerenti “The voice of labour – A life in Toronto’s construction industry” e “Land of triumph and tragedy – Voices of the italian fallen workers”.

Gli italiani, è indiscutibile, hanno scritto un importante capitolo della storia del Canada. E questi libri ne sono la testimonianza.

More in Cultura e Spettacoli