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MasterChef, la grinta di Tony La Ferrara

MasterChef, la grinta di Tony La Ferrara

TORONTO – È il caso di dire “la sfida è servita”. MasterChef Canada sta entrando nel vivo e diventa sempre più appassionante. L’adrenalina scorre come un fiume.

Due le puntate finora trasmesse da CTV il lunedì alle 9 di sera. Diciotto i concorrenti selezionati su migliaia in tutto il Canada dai giudici del programma Michael Bonacini, Alvin Leung e Claudio Aprile, tre chef di grido: durante ogni puntata gli esaminatori dovranno assaggiare i piatti preparati eliminando man mano i partecipanti fino a quando durante l’ultima puntata rimarranno in due a contendersi il titolo di MasterChef Canada e i 100mila dollari di premio.

«Ho 70 anni e sono in pensione, nella mia vita ho fatto l’insegnante di Electronics and computer science e l’allenatore di calcio nelle scuole superiori, al Seneca College, Ryerson University, a livello provinciale e internazionale – dice Tony La Ferrara, che ha le sue origini ad Anzano di Puglia, in provincia di Foggia – se sei italiano cresci, che ti piaccia o no, circondato da persone che amano cucinare a partire dalla mamma e dalla nonna, e lo fanno per piacere e non per obbligo».

Per Tony La Ferrara stare dietro ai fornelli è una gioia, sperimentando nuovi piatti o a.dandosi a quelli della tradizione, una soddisfazione che non conosce eguali.

«Preparare manicaretti è un modo di dimostrare a.etto alle persone che condivideranno con noi il cibo, siano familiari o amici – dice con un bel sorriso La Ferrara, unico italo-canadese di questa edizione – è un modo di dimostrare che ci tieni».

MasterChef, aggiunge La Ferrara, è un’esperienza unica al mondo. «Considerata anche la mia età è un’avventura incredibile, sono molto orgoglioso di averla vissuta – continua La Ferrara che risiede a Whitby – ho incontrato dei giovani meravigliosi, non sono mancati momenti carichi di emozione, tanta emozione, non trovo un aggettivo per descrivere come ho vissuto questa esperienza… è stata semplicemente amazing».

L’energia presente nel talent show culinario più famoso al mondo, si sente tutta. Ogni concorrente vuole dare il meglio di sé. «Mentre cucini sei osservato e gli occhi puntati su di te li senti tutti – confida Tony – lo stress è fortissimo, ma dopo che si inizia ci si dimentica di tutto, di tutto quello che ci circonda e ci si concentra solo sul piatto che si sta preparando».

A spingere Tony La Ferrara a partecipare alle selezioni di Masterchef Canada è stata sua nipote: «Sono stato scelto dal giudice Michael Bonacini – dice compiaciuto – il mio piatto forte sono le orecchiette con braciole ma sono tante le pietanze che amo preparare e che, come ad esempio pasta e fagioli, mi riportano indietro nel tempo a casa dei miei nonni o degli zii. Ecco, il cibo crea una connection, mantiene saldi i legami e questo è molto bello».

Dei piatti di Tony sono grandi fan, oltre ai suoi due figli, anche i quattro nipoti che vengono viziati con manicaretti da leccarsi i baffi. Quel che colpisce di Tony La Ferrara è il suo essere positivo, allegro, deciso a trarre il meglio da ogni esperienza, che si tratti di una aula scolastica, un campo di calcio o una cucina.

La sfida appassiona questo concorrente canadese di origini italiane approdato a MasterChef: «Tutti pensano che a un certo punto nella vita bisogni fermarsi ma io, a 70 anni, ho ancora tante cose da fare. Ho appena iniziato…».

Al momento di andare in stampa CTV sta trasmettendo la seconda puntata del reality culinario “made in Canada”. L’appuntamento è ogni lunedì alle 9pm.