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Il 2018: Considerazioni all’inizio del nuovo anno

Il 2018: Considerazioni all’inizio del nuovo anno

TORONTO – Nell’Angelus del Primo Gennaio, come riferito dal Corriere, in occasione della Giornata Mondiale della Pace, Papa Francesco ha dato voce agli umili della terra, “ai fratelli e sorelle che invocano per il loro futuro un orizzonte di pace, migranti e rifugiati uomini e donne in cerca di pace, che è un diritto di tutti, per cui si è disposti a rischiare un viaggio che per molti è lungo e pericoloso e per molti è senza speranza”. Pochi giorni prima, 225 migranti erano stati miracolosamente salvati dal naufragio. Ieri l’altro varie decine morivano nel Mediterraneo mentre altri sono ancora dispersi.
Papa Francesco è la voce della speranza che con la sua carica di umanità suscita tenerezza ed ammirazione per la tenacia e l’impegno cristiano di dare voce agli umili, agli oppressi, a chi è sfruttato, discriminato ed offeso nella propria dignità umana sullo sfondo di uno scenario mondiale caratterizzato dall’arroganza del potere e del denaro. 
Infatti quasi in contemporanea con l’appello del Papa, nel cuore di un inverno brutale, mentre a Toronto soffrono oltre 8mila senzatetto, il Toronto Star, in prima pagina titolava: “Salario iniziale dei CEO’s, cioè gli amministratori delegati delle grandi società, 2.489 dollari l’ORA”, esattamente quando guadagna in un mese chi lavora a paga minima.
Negli Stati Uniti si ripete la saga stucchevole del Presidente Donald Trump, definito infantile o peggio “idiota” dai suoi stessi stretti collaboratori, che tiene il mondo sospeso con le sue imprevedibili, controverse uscite. 
Alle uscite forsennate del dittatore della Corea del Nord Kim Jong Un, Trump ribatte, via tweet “io ho un bottone atomico più grande del tuo e funziona”. Come si può pensare di giocare con l’olocausto atomico.
Né sono più rassicuranti le cronache italiane. A Como ed a Trieste i comuni proibiscono di dare cibo per strada ai poveri , ai senzatetto, perché dicono che l’accattonaggio è crimine e crea il degrado della città. Coraggiosamente però i volontari sfidano l’ordinanza del Comune “continueremo a portare cibo caldo a chi ha bisogno”.
Ad Arcore vicino alla villa di Berlusconi la parrocchia di San Eustorgio ha allestito un presepe, per cosi dire multiculturale. Per la Lega e Forza Italia, il presepe “è un uso strumentale di un simbolo della cristianità”.
A Chieti nel presepe vivente, la Madonna è nera e sua figlia è Gesù bambino. Insorge Forza Nuova, formazione di estrema destra: “È blasfemo e propagandistico”. Nella Galleria Umberto di Napoli ben due volte l’albero di Natale è stato segato e rubato.
A Vercelli un paramedico della Croce Rossa risponde ad un chiamata di urgenza. Il figlio del malato lo scaccia insultandolo “marocchino di m….”.
A Windsor nel cui famoso castello il 19 Maggio avrà luogo il matrimonio del principe Harry e Meghan Markle, il Sindaco Simon Dudley ha scritto alla polizia di rimuovere per l’occasione i senza tetto che sono “aggressivi e intimidatori”. I barboni sono 8. Mai avuto problemi secondo la polizia.Il Presidente Francese Emmanuel Macron ha ordinato “crackdown on immigrants”. Negli ultimi due anni la polizia ha evacuato 30.000 persone che occupavano i marciapiedi della città. E pensare che Macron alle elezioni aveva sconfitto la candidata populista anti-immigranti. 
Ma in che mondo viviamo?
Le cronache sono piene di rigurgiti di nazionalisti, di “identitari”, suprematisti bianchi, populisti, razzisti, uno specchio deprimente del mondo, alimentato dai populisti cinici, ma anche dalla crescente disuguaglianza tra ricchi e poveri e la decimazione della classe media.
La società civile non può cedere al pessimismo. Ha il dovere di reagire come ha fatto in Francia, in Olanda, in Germania. Ma non basta. Bisogna affrontare alla radice i problemi dei mali della società, se vogliamo un mondo migliore, più equo per tutti.
Papa Francesco incoraggia a sperare e, sulla sua scia molti volontari ci ricordano che esiste la solidarietà umana e la speranza in un mondo più giusto. Ma è necessario l’impegno civile di chi crede nei valori umani, nella democrazia e nella giustizia sociale.
 

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