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La “terza Roma” E La “venezia Del Nord”: I Loro Architetti

La “terza Roma” E La “venezia Del Nord”: I Loro Architetti

Articolo di Anastasia Goroshkova
Oltre un milione di turisti sono stati accolti dalla Russia in occasione dei Campionati Mondiali di Calcio 2018, organizzati dalla FIFA: una celebrazione dell’unità che non lascia il mondo indifferente. Tra i tanti ci sono anche gli italiani che godranno della famosa ospitalità del popolo russo.

Per secoli, l’Italia e la Russia sono state a capo di un dialogo culturale, del quale pochi paesi potrebbero uguagliare la reciproca simpatia.
Nello spirito della Coppa del Mondo, il Corriere Canadese pubblicherà una serie di articoli attraverso i quali saranno esplorati i legami moderni e storici tra l’Italia e la Russia, in segno di riconoscimento per quegli italiani i cui nomi sono stati conservati nella memoria dei russi e in onore di quest’ultimi che per i loro lavori si sono ispirati all’Italia.
Toronto – Nel 2016, la TV russa ha mandato in onda uno dei drammi storici di maggior successo degli ultimi dieci anni, realizzato per il Ministero della Cultura russa.
L’eroina è Sofia Paleologa – l’ultima principessa bizantina – che diventò la moglie di Ivan III.
Cresciuta a Roma, Sofia aveva portato con sé a Mosca un ampio entourage italiano.
La serie Tv mostra gli architetti del Rinascimento, a cominciare da Aristotele Fioravanti (1415-1486), il progettista della Cattedrale della Dormizione – uno dei lavori predominanti del Cremlino.

Tra il 15mo e 16mo secolo, oltre 60 architetti italiani si sono trasferiti in Russia.
La maggior parte del Cremlino è stata progettata dagli italiani e tra questi il milanese Antonio Solari (1445-1493) primo architetto ufficiale di Mosca.
Insieme a Marco Ruffo completò il Palazzo delle Faccette, l’edificio secolare più antico e tutelato di Mosca, una volta usato come sala ricevimenti dagli Zar.
Nel 1991, l’UNESCO celebrò i 500 anni del Palazzo delle Faccette alla presenza di Rufo Ruffo, discendente di Marco Ruffo.
Molti credono che lo stile pittoresco degli architetti rinascimentali abbia ispirato anche i creatori della magnifica cattedrale di San Basilio.
Mosca venne chiamata la “Terza Roma”, erede culturale e religiosa di Roma e di Costantinopoli.
Quando Pietro il Grande – audace innovatore – decise di modernizzare il paese all’inizio del 18mo secolo, l’italosvizzero Domenico Andrea Trezzini (1670-1734) concretizzò la visione dello Zar. Trezzini fu ingaggiato per costruire la nuova capitale della Russia, San Pietroburgo (fondata nel 1703) e denominata “La Venezia del Nord”.
Introducendo lo stile ardito ed eclettico del Barocco petrino, Trezzini unì l’italiano e il russo, l’occidentale e l’orientale.

Nel corso di un periodo di 28 anni creò una dozzina di edifici monumentali, che comprende la Fortezza di Pietro e Paolo, la cui guglia dorata è stata riconosciuta dai russi come l’emblema attuale della città di San Pietroburgo.
In segno di gratitudine a Trezzini, Pietro il Grande tenne a Battesimo Pietro, il figlio dell’architetto, che a sua volta seguì le orme del padre.

Con la morte di Pietro il Grande, la nuova capitale cadde in declino.
Molti mercanti e nobili si ristabilirono a Mosca. Tra quelli che restarono c’era Bartolomeo Francesco Rastrelli (1700-1771), destinato a diventare il creatore dei rinomati palazzi russi: il Gande Palazzo Peterhof, risplendente di fontane e specchi, il Palazzo di Caterina dai colori turchesi e dorati, il Palazzo d’Inverno, più tardi trasformato nel Museo statale Hermitage, che ospita alcuni capolavori tra i più riconosciuti nel mondo, come la “Madonna Litta” di Da Vinci.
Con l’ascesa al trono di Elisabetta, monarca capricciosa e gioviale, figlia di Pietro il Grande, si evidenziò il Barocco elisabettiano, un misto architettonico di influenze francesi e italiane, secondo l’esempio della corte di Versailles ai temi di Luigi XV.
Il regno di Caterina la Grande si caratterizzò per lo stile severo e neoclassico.
Sovrana illuminata nell’era dell’Assolutismo, Caterina invitò Giacomo Quarenghi (1744-1817) e Antonio Rinaldi (1710-1794) a progettare diversi edifici, giardini spettacolari, piazze e viali della città.

Quarenghi è stato anche l’architetto dell’Istituto Smol’nyj, una scuola privilegiata per le giovani della nobiltà, che continuò ad operare fino al 1917, quando fu scelto da Vladimir Lenin come quartier generale del Partito Bolscevico.
Lo stile Impero dell’era napoleonica si fece notare attraverso i disegni di Carlo Rossi (1775-1849). I suoi progetti comprendono il Teatro Aleksandrinskij, il Palazzo di Stato Maggiore a Piazza del Palazzo (sede dell’Hermitage) e innumerevoli strade e palazzi di San Pietroburgo.
Il principe Alexander Gorchakov – uno di più importanti statisti russi del 19mo secolo – una volta ebbe a dire che la Russia ha due cuori: Mosca e San Pietroburgo.
Entrambi battono con affetto per il popolo italiano che con la sua maestria e perseveranza li ha aiutati a dal loro vita.

Anastasia Goroshkova è una giovane nata in Russia nel nuovo millennio, scrittice freelance con da sempre una passione per l’Italia.
Attualmente sta lavorando a due romanzi che hanno già attirato l’attenzione di due case editrici di New York.

É impiegata come funzionario capo delle Comunicazioni presso la Semper8Capital, una società finanziaria che lavora con una rete internazionale di imprenditori, compresi gli alunni della Harvard Business School.
Collaborando con il Corriere Canadese, mira a rimanere aggiornata, progressista e dinamica con i suoi scritti, nella promozione delle diversità canadesi.