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La bellezza dell’Italia da sempre amata da pittori e scrittori russi

La bellezza dell’Italia da sempre amata da pittori e scrittori russi

TORONTO – Molti lettori avranno apprezzato le descrizioni umoristiche del 18mo secolo, di Mosca e San Pietroburgo, fatte da un avventuriero italiano che ha affascinato la nobiltà russa con le sue maniere delicate. Il suo tanto elogiato memoriale “Storia della mia vita” è ricco di battute e osservazioni di natura psicologica. È stato tradotto in lingua russa nel 1861 con una prefazione dell’editore, niente di meno che Fyodor Dostoyevsky (1821-1881).
L’autore è Giacomo Casanova (1725-1798) che aveva visitato la Russia nel 1764 alla ricerca di amore e opportunità. Dopo aver proposto a Caterina la Grande, nel 1765, la riforma del calendario giuliano con quello gregoriano, Casanova perse la pazienza con le Notti Bianche di San Pietroburgo, che lo rendevano insonne più delle sue conquiste amorose.
La partenza di Casanova per la Polonia fece ritardare l’adozione del calendario Gregoriano in Russia fino al 1918.
Ammiratrice delle memorie di Casanova fu Marija Baskirceva (1858-1884),
una talentuosa pittrice destinata alla prematura scomparsa avvenuta a soli 25 anni. Lasciò un diario di 2.000 pagine che divenne immediatamente un bestseller europeo. Diversi capitoli erano stati scritti a Roma, con descrizioni vivaci dello stile di vita italiano e della sua storia romantica con il conte Pietro Antonelli, nipote del cardinale Giacomo Antonelli.
Un altro pittore russo, Karl Brjullov (1799-1852), rimaste stupito dalla gente napoletana e dai paesaggi assolati.
I suoi quadri: “Mattino italiano”, “Mezzogiorno italiano” e il panoramico “Ultimi giorni di Pompei”, gli hanno dato la possibilità nel 1833 di diventare il primo pittore russo con una reputazione internazionale.
A posare per il capolavoro del pittore Brjullov, fu la contessa Julija Samojlova (1803-1875) di discenza russo-italiana, dai conti Litta e Visconti di Milano. La Samojlova fu anche promotrice dei musicisti Bellini, Donizetti e Rossini. Adottà le due figlie del musicista Giovanni Pacini, Amacilia e Giovannina. Le due ragazze furono immortalate nel dipinto di Brijullov “La cavallerizza”.
Un altro amico di Julija Samojlova fu Nikolaj Gogol (1809-1852), il suo romanzo di satira nera “Le anime morte”, è uno dei classici russi.
Facile alla depressione e ai frequenti malanni, a Gogol fu consigliato di passare due settimane a Roma.
Lui vi rimase per 4 anni, recuperando la sua salute grazie al clima amabile dell’Italia, dedicando poesie alla sua seconda patria.
La targa su una casa in via Guicciardini ricorda gli anni 1868-1889 in cui Fyodor Dostoyevsky visse a a Firenze. Fuggiva dai creditori e la fuga si rivelò produttiva: riuscì infatti a completare il suo romanzo “L’idiota” che risanò le sue finanze.
Nelle sue lettere personali, Dostoyevsky meditava di trasferirsi in Italia. Si era innamorato di Firenze, dove nacque anche sua figlia, che chiamò Lubov, traduzione di “amore”.
Dostoyevsky fece conoscenza con Ivan Turgenev (1818-1883), grande divulgatore della letteratura russa occidentale, con il quale però non riuscì ad andare d’accordo, accusando Turgenev di disprezzare tutto ciò che egli amava. Comunque entrambi concordavano sulla bellezza dell’Italia, e dopo aver deciso di fermarsi per più di un anno all’Hotel d’Inghilterra a Roma, Turgenev scrisse diversi romanzi tra i quali “Un nido di nobili”, considerato il suo capolavoro.
Ivan Bunin (1870-1953) il primo russo a ricevere il Premio Nobel per la letteratura e Maxim Gor’kij (1868-1936) scelsero entrambi Capri come residenza italiana. Quest’ultimo, acclamato come la voce del socialismo intellettuale da molti giornalisti italiani, Maxim Gor’kij visse sette anni a Capri, prima di rientrare in Russia.
Uno scrittore italiano molto apprezzato nell’Unione Sovietica è stato Gianni Rodari (1920-1980), membro del Partito Comunista. Il suo libro per bambini “Il romanzo di Cipollino” è stato trasformato in uno dei più amati film d’animazione.
Anche gli italiani lo hanno apprezzato guardandolo sul canale YouTube con i sottotitoli. In Russia è stato creato anche un canale speciale YouTube, chiamato “Italians by Kunzo Productions” proprio con l’intento di condividere tali impressioni tra italiani e russi.
Ben 53 dei siti italiani patrimonio dell’UNESCO continuano ad ispirare artisti e autori russi on line. Con oltre il 60% dei tesori culturali in tutto il mondo, il suolo italiano offre suggestioni illimitate.
Un altro video che la “Kunzo Productions” offre alla visione italiana è “Vivere”, che esalta l’amicizia senza frontiere e il valore supremo della pace.
Il video dura solo sette minuti, ma il messaggio è eterno.