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Il Canada costruito col sangue degli italiani

Il Canada costruito col sangue degli italiani

Il Canada costruito col sangue degli italiani

TORONTO – Uno straordinario libro, ma che gronda sangue. Quel sangue che gli italiani hanno copiosamente versato per costruire il Canada moderno, che conosciamo ed apprezziamo oggi.

È il magnifico volume scritto a quattro mani, da Marino Toppan e Paola Breda, a raccontarci nomi, volti e – spesso – drammatiche storie di centinaia e centinaia di nostri connazionali che hanno dato letteralmente la loro vita per il progresso di questo Paese, che li aveva ospitati.

Un Paese – il Canada – che però si è dimostrato troppe volte ingrato o quantomeno distratto, nei confronti del loro estremo sacrificio, almeno sino a quando le dure lotte e più che leggittime rivendicazioni sindacali spinsero il mondo della politica – a tutti i livelli, dal provinciale al federale – a riconoscere in pieno i loro diritti.

“Land of Triumph and Tragedy – Voices of the Italian Fallen Workers” è un volume da 968 pagine, corredate da un imponente lavoro di ricerca fotografica – con materiale d’archivio originale – che racconta storie che, nell’arco di un intero secolo, hanno tracciato il durissimo ed impervio cammino percorso dagli immigrati italiani, da Toronto ad Hamilton, da Vancouver a Burnaby, da Kelowna a Montreal, sino a Winnipeg, London e Saskatoon.

Dalle miniere allo scavo delle metropolitane, delle fognature, o l’edificazione dei simboli di questo Paese – come la CN Tower – e la costruzione di una incredibile rete stradale e ferroviaria, nulla – ci raccontano Breda e Toppan – è stato realizzato, in tutto il Canada, senza il duro sacrificio ed il prezioso contributo degli italiani.

I due autori scrivono, con dettagli toccanti e strazianti, la storia di centinaia di nostri connazionali, come – ad esempio – Giovanni Fusillo, Pasquale Allegrezza, Giovanni Battista Carriglio ed i fratelli Alessandro e Guido Mantella, quei cinque giovani umili ma eroici operai che il 17 marzo del 1960 persero la vita affogati dal fango, sottoterra, mentre costruivano una conduttura idrica tra Yonge street e York Mills road, a Toronto.

Il quotidiano The Telegram titolò allora “Slave Immigrants” riferendosi alla tragedia che colpiva così atrocemente l’intera comunità italiana, ma che indignò tutto il Paese, portando finalmente il Canada ad avere leggi più attente e severe che tutelassero i lavoratori nel corso della loro opera professionale.

In questo appassionante libro, Toppan e Breda ci raccontano anche le storie di Pietro Nignacca, morto – nel 1901 – mentre lavorava alla costruzione della ferrovia nei pressi di Oakville, o del giovane tassista Carmine Lapello, assassinato il 19 luglio del 1917 dopo aver preso a bordo della sua auto due clienti dal King Edward Hotel di Toronto.

I due autori tratteggiano abilmente le storie di politici, insegnanti, operai, imprenditori, sarti, giornalisti, cuochi, scrittori, musicisti, tutti immigrati dall’Italia, con il sogno di raggiungere una vita migliore, qui in Canada.

Un volume che tutti noi dovremmo avere nelle nostre case, affinché le nuove generazioni imparino ad apprezzare l’enorme sacrificio di chi li ha preceduti.

Ai primi 50 lettori che acquisteranno il libro – chiamando il (416) 782-9222 o scrivendo alla email info@corriere.com – il Corriere Canadese è lieto di offrire il 10% di sconto sul prezzo di copertina.