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Venezia, un festival tra genio ed emozioni

Venezia, un festival tra genio ed emozioni

Venezia, un festival tra genio ed emozioni

di Francesca Facchi

TORONTO – “Venezia! Esiste un nome nelle lingue umane che abbia fatto sognare più di questo?”. La celebre frase di Guy de Maupassant non potrebbe essere più vera che in questi giorni. Mentre il Toronto International Film Festival prosegue nei teatri e sui red carpet, dall’altra parte dell’Atlantico si è appena conclusa la settantatreesima Mostra del Cinema di Venezia.

Dal 31 agosto al 10 settembre sul Lido hanno sfilato registi, produttori, modelli, attori e attrici di tutto il mondo, mentre la giuria, presieduta da Sam Mendes – regista di American Beauty (1999) e degli ultimi due film di James Bond, Skyfall (2012) e Spectre (2015) –, ha valutato le pellicole, per poi assegnare, il 10 settembre, i premi.

Innanzitutto, delusione per i tre film italiani in gara, Piuma, Questi giorni, Spira Mirabilis, rimasti a bocca asciutta: l’unica nostra pellicola ad avere ottenuto un riconoscimento è Liberami di Federica di Giacomo, documentario sui preti esorcisti che ha vinto il premio come miglior film nella sezione “Orizzonti”.

Il Leone d’Oro è stato assegnato a The Woman Who Left del filippino Lav Diaz, regista impegnato a raccontare la storia del suo paese.

l film, dalla durata di poco meno di quattro ore e dalla suggestiva fotografia in bianco e nero, prende spunto dalle vicende di Horacia, una donna innocente rilasciata dopo trent’anni di carcere, per poter così descrivere le Filippine di fine anni Novanta.

A Tom Ford, il celebre stilistica americano impegnato dietro la macchina da presa, è invece andato il prestigioso Gran Premio della Giuria per l’attesissimo Nocturnal Animals, tratto dal romanzo Tony & Susan.

Il film prende il nome dal manoscritto che l’ex marito (Jake Gyllenhaal) manda a una gallerista (Amy Adams), in modo che, attraverso la vicenda narrata, quest’ultima possa rivivere il dolore da lui sofferto a causa sua.

Pari merito per il Leone d’Argento il messicano Amat Escalante e il russo Andrei Konchalovsky, che hanno presentato rispettivamente alla Mostra i due film drammatici Paradise e La region selvaje (“La regione selvaggia”).

Il primo racconta l’intreccio delle vite di tre personaggi – un’aristocratica russa attiva nella Resistenza francese, un collaborazionista francese e un ufficiale delle SS – durante l’occupazione nazista in Francia; il secondo, di un genere difficile da definire, esplora omofobia e misoginia in Messico attraverso la vicenda di una famiglia che, improvvisamente, si trova ad avere a che fare con uno strano essere, capace di soddisfare sessualmente uomini e donne.

La Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile è stata vinta da Oscar Martinez, l’attore argentino che interpreta uno scrittore premio Nobel in crisi in El Ciudadano Ilustre (“Il cittadino onorario”) di Mariano Cohn e Gastòn Duprat, mentre è stata premiata come migliore attrice l’americana Emma Stone, Mia nel musical di Damien Chazelle La La Land.

Infine, Jackie di Pablo Larrain, il film che racconta dal punto di vista Jacqueline Kennedy i giorni successivi all’assassinio del marito, si è aggiudicato il premio per la Migliore Sceneggiatura.

(Giovedì 15 settembre 2016)

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