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Un pensiero in memoria di Matt Santateresa

Un pensiero in memoria di Matt Santateresa

Un pensiero in memoria di Matt Santateresa

di Corrado Paina, Direttore di Icco

TORONTO – Vado spesso da Value village. Da circa quindici anni cerco tazze da te giapponesi ed inglesi, dischi di musica progressiva e folk americano, maglioni nord europei che oggi sono diventati parte dell’uniforme hipster natalizia, fazzolettini damascati e soprattutto sculture incompiute in legno e cartapesta , maschere africane e dipinti stinti e originali (ma quanti sono gli artisti si liberano dei loro quadri ?) , libri d’arte e raccolte di poesie.

Una storia della pittura canadese, biografie di musicisti, vecchi trattati di filosofia, pensatori canadesi… Tre libri di poesie della stessa casa editrie mi interessano piu’ del resto dei libri gettati alla rinfusa nella sezione letteratura. Un giorno trovero’ anche i miei libri. Qualcuno li aveva comprati e poi li aveva abbandonati.

Poche settimane fa l’editore di Mansfield press mi aveva raccontato che uno dei suoi poeti l’aveva chiamato, stava morendo di cancro e voleva pubblicare un libro da vendere al suo funerale per beneficenza per la lotta contro il cancro.

Una settimana fa lo stesso editore mi sussusrra che il poeta era morto prima che il libro fosse publicato. Sono distrutto. Mi sento sempre cosi’ quando uno muore di cancro. Due giorni fa e’ morto un artista che aveva organizzato il suo funerale come ultima installazione.

Quando un poeta muore penso sempre a Garcia Lorca. La morte di un poeta porta con se’ tempi oscuri, le luci si spengono nella stanza dei sentimenti dell’essere umano. Una perdita incommensurabile per la gente, per le nazioni.

Un poeta e’ morto! Mi chiedo se la notizia rimbalza di balcone in balcone da una finestra all’altra, da una campana all’altra. Come quando Lorca e’ morto.

Matt Santateresa e’ morto. La sua raccolta “A beggar’s loom” era uno dei tre libri sullo scaffale delle pubblicazioni di seconda mano a Value village. Ho comprato il suo libro e ho cominciato a leggerlo. E qesta volta mentre leggo mi faccio delle domande che non mi sono mai posto.

Matt, quando hai scritto la prima poesia ? Riesci a capire come le tue poesie parlino di estraneita’, come il poeta sia estraneo alle sue poesie, alla narrativa, allo stile…

Quando hai scritto la prima poesia ?

Perche’ ? Perche’ scrivere ?

La raccolta e’ solida. Come a tutti gli insegnanti a Matt Santateresa piacciono le parole,la storia episodica dei personaggi.

Mi auguro che la poesia sia stata di rifugio.. e di conforto ?

(Giovedì 10 novembre 2016)

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