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The Young Pope di Sorrentino

The Young Pope di Sorrentino

The Young Pope di Sorrentino

di Francesca Facchi

TORONTO – È da ormai diversi anni che stiamo assistendo a un’inversione di tendenza nel mondo dell’intrattenimento: le serie tv, prima generalmente considerate produzioni di categoria inferiore, negli ultimi anni hanno cambiato veste e reputazione, diventando la forma d’arte più emblematica del nuovo millennio. In questo mondo, sono gli Stati Uniti a giocare la parte del leone, mentre l’Italia, se non si conta qualche caso particolare, sembra essere ancora ferma all’epoca precedente. Questo almeno fino al mese scorso, quando è apparsa nelle case degli Italiani una produzione di chiaro respiro internazionale, The Young Pope.

Scritta e diretta da Paolo Sorrentino, la serie è stata trasmessa in Italia dal 21 ottobre 2016 e andrà in onda negli Stati Uniti a partire dal 15 gennaio. I dieci episodi della prima stagione narrano l’avvento del papato di Pio XIII, l’immaginario papa americano Lenny Belardo eletto dal collegio cardinalizio per calcolo politico. Al contrario di quanto sperato dal conclave, il giovane pontefice si dimostra un radicale esponente dell’ala conservatrice, assai difficile da manovrare.

Lo stile del regista premio Oscar, per la prima volta alle prese con il genere, non viene meno: la storia del giovane papa è narrata attraverso inquadrature eleganti, quasi manieriste, movimenti di macchina virtuosistici e uno studiato intreccio tra musica, silenzi e immagini. Come Sorrentino ci ha abituato fin dai suoi primi film, attorno a un protagonista enigmatico ruota un caleidoscopio di personaggi sui generis, da Suor Mary alias Diane Keaton, con l’immancabile sigaretta in mano, al cardinale Voiello (Silvio Orlando), sfegatato tifoso del Napoli con uno spiccato senso dell’umorismo.

Su tutti domina Pio XIII, la cui difficile veste talare è indossata con straordinaria bravura da Jude Law. Con un carisma e una versatilità che non si vedeva dai tempi di The Talented Mr Ripley, l’attore americano riesce ad incarnare alla perfezione i travagli interiori di un papa orfano alla continua ricerca delle proprie origini e che, forse proprio per questo, compie miracoli pur non credendo in Dio.

Tra un regista e un cast d’eccezione, intrecci avvincenti, tematiche scottanti e una Roma che affascina, The Young Pope si presenta come una serie unica. Non rimane che vedere se inizierà a cambiare il genere in Italia.

(Martedì 29 novembre 2016)

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