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“Mystical Landscapes”: capolavori dal mondo all’AGO

“Mystical Landscapes”: capolavori dal mondo all’AGO

“Mystical Landscapes”: capolavori dal mondo all’AGO

di Johnny L. Bertolio

TORONTO – Il riflesso degli astri nelle acque di un fiume, una veduta francescana, il Cristo patente nel Getsemani sono alcune delle occasioni in cui gli artisti, anche i meno devoti, sembrano aver assecondato la propria vena mistica. Con l’ambizione di riunire insieme questi esperimenti dell’anima e del pennello nasce la mostra dedicata ai “mistici paesaggi”, in corso all’Art Gallery of Ontario fino al 29 gennaio 2017.

I capolavori esposti sono nati in uno scorcio storico delicato, tra la fine del diciannovesimo e i primi tre decenni del ventesimo secolo (1880-1930), quando cioè i fasti e gli entusiasmi della Belle Époque lasciarono presto il posto all’inutile strage della Grande guerra. 36 artisti provenienti da 15 Paesi diversi offrono al visitatore un’accozzaglia variegata e non troppo omogenea di manifestazioni mistiche (o pseudo-mistiche): le ninfee e la cattedrale di Rouen di Claude Monet, che a quanto si dice nella mostra praticava la meditazione Zen, la “Notte stellata sul Rodano ad Arles” di Vincent Van Gogh (alla sua prima trasferta canadese), il “Cristo giallo” di Paul Gauguin, “Il sole” di Edvard Munch. A guidare il nutrito drappello di artisti canadesi la solita Emily Carr.

Lungo il percorso spiccano anche alcune chicche di respiro italiano: un raffinato scorcio della Basilica di San Marco a Venezia al crepuscolo, a firma di Henri Le Sidaner, e una serie di litografie realizzate da Charles-Marie Dulac liberamente ispirate al Cantico delle creature di San Francesco (nella foto). Lo stesso artista francese, protagonista di una conversione religiosa che lo portò a diventare terziario francescano, è presente con alcune vedute di Assisi generosamente concesse da un collezionista privato e collocate in una stanzetta tutta per sé che rischia di sfuggire all’incedere ozioso del visitatore.

La mostra, ideata da Katharine Lochnan, è organizzata dall’Ago in collaborazione con il Musée d’Orsay di Parigi. Attraverso questo viaggio spirituale tra alcune perle della pittura contemporanea (e non solo impressionista), si possono ammirare varie forme di spiritualità: dal legno degli ulivi e dei pioppi mossi dal vento a quello della croce di Cristo, dalle ninfee di un giardino di Giverny alle stelle nel cielo cittadino di Arles, è pur sempre la ricerca dell’altrove che affascina o tormenta la mente e la mano dell’artista – o almeno così ci piace credere. Il paesaggio, naturale oppure urbano, non ne è che la cornice.

(Martedì 29 novembre 2016)

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