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Gli italiani del mondo in lutto: ci lascia Rocco del Sud

Gli italiani del mondo in lutto: ci lascia Rocco del Sud

Rocco del Sud, voce degli emigranti italiani nel mondo, ci ha lasciati. Se ne è andato con la Calabria nel cuore. Rocco Severino si è spento a 80 anni in Canada, lontano dalla sua amata Gioiosa Jonica.

“Il suo grande Cuore Calabrese – scrive Vinz Derosa, che è stata la persona più vicina a lui negli ultimi tempi – non ha resistito. Ci lascia il suo sorriso e le sue belle canzoni che in giro per il mondo e soprattutto qui a Toronto, hanno fatto battere forte i cuori di tanta gente”.

Legatissimo alla terra natia, è stato costretto ad emigrare quasi 50 anni fa, diventando uno dei più noti interpreti dei canti dell’emigrazione in Nord America.

Ha venduto oltre un milione di copie nel 1975 con la canzone “Lascio la mamma mia”. E questo anche grazie a Johnny Lombardi e a Chin Radio che avevano apprezzato e valorizzato il cantante gioiosano partito dal profondo Sud con una valigia piena di sogni.

Rocco è rimasto un eterno sognatore.

Eterno ragazzino. Piccolo di statura. Sul palcoscenico giganteggiava: voce, gestualità, origina- lità dell’abbigliamento, spassosissime battute.

Simpaticissimo. Coinvolgente. Trasmetteva ottimismo. Voce dei sentimenti. Toccava il cuore. Con la semplicità, l’ingenuità, l’orgoglio di un calabrese con “la testa dura e un cuore tenerissimo”. Le sue canzoni, le sue appassionate interpretazioni, hanno riscaldato i cuori dei nostri emigranti per oltre sessanta anni.

Il popolo di Facebook ha reso omaggio a “Rocco del Sud” con centinaia di messaggi. Da un ca- po all’altro del mondo. Vasta popolarità, conquistata con tanti sacrifici. Era amato. Ha saputo far- si voler bene, perché era un uomo buono.

L’amicizia per lui era una cosa sacra. E sapeva mantenerla. Siamo cresciuti assieme, nello stesso rione di Gioiosa Jonica. Lui un po’ più grande di me.

Entrambi abbiamo dovuto lasciare il nostro bel paese. Lui per inseguire il sogno di sfondare nel mondo della canzone. Io per con- tinuare l’attività giornalistica, prima in Piemonte e poi in Abruzzo, dove sono stato Capo Redattore della Rai.

Ogni volta che ci rivedevamo a Gioiosa, era una festa. Una grande festa tra grandi amici.

La notizia della sua morte mi ha addolorato molto. Su Facebook ho ricordato l’amico della bella gioventù gioiosana riproponendo alcune sue interpretazioni e pubblicando alcune foto significative del suo lungo viaggio nel mondo della canzone popolare.

È stato uno dei precursori ed uno dei più convinti sostenitori della necessità di mantenere vi- vi i canti della tradizione nella lo- ro originaria genuinità. Gli inizi a Gioiosa Jonica sul finire degli Anni Cinquanta: sul palcoscenico del Supercimema in occasione della trasmissione radiofonica della Rai “La Palma d’Argento”; l’applaudita esibizione durante il primo Festival Internazionale del Folk di Gio-  – iosa Jonica nel 1969 , quindi il successo nei concerti oltre Oceano.

Alla Calabria, alla sua, alla nostra Gioiosa era molto affezionato. La distanza ed il tempo non hanno condizionato il senso dell’appartenenza. Un amore vero. Sin- cero. Come solo le persone umili sanno fare: semplicemente , con la voce del cuore.

Ciao caro amico Rocco,continua a cantare lassù l’amore per le radici, per la cara terra nostra!

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