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Famiglie in giro e persone disciplinate nella prima “domenica di libertà”

Famiglie in giro e persone disciplinate nella prima “domenica di libertà”

Famiglie in giro e persone disciplinate nella prima “domenica di libertà”

MASSA CARRARA – Per gli italiani in Italia, quella di ieri è stata la prima domenica di “semi-libertà” dopo il Dpcm del premier Conte del 4 maggio scorso che ha dato il via alla fase-2.

La maggiore possibilità di movimento (anche se i negozi sono ancora chiusi e bar e ristoranti possono fare solo servizio di asporto e consegna a domicilio) è stata subito sfruttata dalla stragrande maggioranza dei cittadini ma, al di là di qualche caso isolato, il comportamento generale è stato buono e la giornata è filata via liscia e tranquilla.

Famiglie in giro, a passeggio, a piedi oppure in bicicletta. Ordinatamente, tutti con le mascherine e senza creare (quasi) mai particolari “assembramenti” se non per due chiacchiere al volo con qualche conoscente incontrato lungo la strada.

Chi scrive vive in una località di mare, sulla costa toscana, dove sarebbe stato facile cedere alla tentazione di riversarsi sulle spiagge… ma non è accaduto. Il litorale era deserto, nonostante il bel tempo della mattina e delle prime ore del pomeriggio invitasse a raggiungere la riva al mare dove è ancora vietato stazionare: niente sedie a sdraio né ombrelloni, ancora per un po’. La gente, disciplinata, si è limitata a passeggiare sul viale che costeggia la costa.

Serrati e capillari i controlli delle forze dell’ordine: Polizia di Stato e Carabinieri un po’ ovunque, con posti di blocco proprio lungo la costa dove si temeva l’afflusso maggiore, e pattuglie dei vigili urbani particolarmente attente all’uso corretto dei dispositivi di protezione. Nessuno di loro, però, ha voluto interferire troppo con la voglia, di tutti, di godersi una domenica quasi normale dopo due mesi di lockdown.

Gli unici “assembramenti” – anche se in realtà si è trattato di semplici… code – si sono registrati davanti alle gelaterie dove da qualche giorno è possibile attendere, all’esterno, la coppetta che va però consumata altrove, meglio se direttamente a casa propria. I più piccini, finalmente, sono stati accontentati dopo interminabili settimane di “astinenza”.

Terminata questa prima, “strana” domenica, la settimana che inizia è quella decisiva, per l’Italia. Negli ultimi giorni i contagi erano scesi ma i dati erano riferiti ai giorni precedenti: adesso inizierà il conteggio di quelli registrati a sette giorni dall’inizio della fase-2 e si vedranno i risultati della fine del lockdown.

A questi dati, che naturalmente sono di per sé importanti per la salute delle persone, è anche appeso il futuro di moltissime attività, come i negozi, i pubblici esercizi e le strutture ricettive che ancora non possono riaprire e che rappresentano una parte importantissima dell’economia di un Paese turistico come l’Italia.

Più volte, nei giorni scorsi, i titolari di queste attività hanno lanciato appelli al Governo affinché decida concrete misure di sostegno nel caso in cui la chiusura dovesse protrarsi: il rischio è la scomparsa di moltissime piccole imprese che, soprattutto d’estate, danno lavoro a migliaia di persone.

Non resta che aspettare, e sperare. Finger crossed.