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Con Noseda e Bollani una serata italiana alla Roy Thomson Hall

Con Noseda e Bollani una serata italiana alla Roy Thomson Hall

Con Noseda e Bollani una serata italiana alla Roy Thomson Hall

di Sebastiano Bazzichetto

TORONTO – Giovedì 17 novembre su Roy Thomson Hall sventolerà il tricolore italiano grazie ai nomi di Gianandrea Noseda, direttore d’orchestra, e di Stefano Bollani, pianista di fama internazionale. Il programma sarà ricco e vario: aprirà infatti la serata Alfredo Casella e la sua Elegia eroica, op. 29, un brano composto nel 1916, un vero e proprio poema sinfonico che intende esaltare la memoria dei caduti nell’ultima guerra d’indipendenza italiana ed esprimere, attraverso la sensibilità musicale dell’autore, il sacrificio, il dolore, l’amarezza di cui fu frutto la Vittoria. Il lavoro si suddivide in tre parti: la visione immaginaria di un grande popolo celebrante il rito funebre dei suoi eroi; il dolore lancinante e sconfinato delle madri, delle vedove, degli orfani; infine la calma e la rassegnazione necessaria nel nome della Patria, alla quale l’autore volle dare – nella berceuse (o ninnananna) finale – una figura idealmente materna.

All’epoca della composizione, Casella dichiarò di essersi ispirato ai principi di quell’arte che voleva contrapporre all’impressionismo una tendenza maggiormente preoccupata di “energia dinamica, di sobria robustezza, di fermezza lineare”. Merito della riscoperta di Casella è proprio Noseda, direttore musicale del Teatro Regio di Torino, già ospite a Toronto in più di un’occasione (tra cui la splendida esecuzione del “Guglielmo Tell” di Rossini in forma di concerto con il coro e l’intero organico strumentale del Regio nel dicembre 2014).

A seguire, giungeranno le note francesi di Maurice Ravel con il suo concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra – in questa occasione, la Toronto Symphony Orchestra. «Il mio unico desiderio – ebbe a dire alla stampa di allora il compositore – è quello di scrivere un concerto nella sua forma più pura che sia un’opera brillante, capace di mettere in risalto il virtuosismo del solista, evitando una languida pensosità post-romantica». Numi tutelari furono Mozart e il connazionale Saint-Saëns nella forma più classica del concerto, come si evince dalla canonica partizione in tre movimenti e le diverse melodie armonizzate in maniera da accattivare e blandire l’orecchio, permettendo al solista, in questo caso per l’appunto Bollani, di ammaliare il pubblico in sala con un intreccio di temi musicali tratti dalla tradizione basca e reminiscenze della “Rapsodia in blu” di George Gershwin.

Per chiudere la serata verrà eseguita la sinfonia per organo n. 3 in do minore (opera 78) di Camille Saint-Saëns dall’organista canadese Patricia Krueger, un capolavoro musicale della terra d’oltralpe che non si sente spesso in concerto. Lo stesso programma sarà in cartellone sabato 19 alle 7:30 pm. Le serate non sarebbero possibili senza il generoso contributo dell’Istituto Italiano di Cultura (per info e biglietti: tso.ca).

(Martedì 15 novembre 2016)

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