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Bufera contro il poster della vergogna Allo Stratford Festival

Bufera contro il poster della vergogna Allo Stratford Festival

TORONTO – Una coppia, sullo sfondo nudo di una foto, lei con del denaro tra le mani, lui con filoncini di pane e salami infilati  nei pantaloni e salsicce intorno al collo.  È questa l’immagine scelta per il promo/poster del pezzo forte al Festival di Stratford 2018, il capolavoro di Eudardo De Filippo, commediografo e attore napoletano del secolo scorso, degno dell’Olimpo del teatro italiano, Napoli Milionaria. 
L’opera è un dramma lirico in tre atti, ambientato alla fine della seconda guerra mondiale e descrive la situazione familiare precaria in cui versavano gli italiani nel periodo difficile del conflitto. 
Il capofamiglia disperso e forse morto in guerra, la moglie che si dedica al mercato nero, un figlio “apprendista” ladro di pneumatici, la figlia che infatuata di un soldato americano si ritrova incinta e abbandonata, e la piccola di casa colpita da una grave malattia, in pericolo di vita.
All’improvviso il papà torna dalla guerra, proprio nel giorno in cui gli alleati liberano Napoli e scopre la situazione paradossale nel quale si trova tutta la famiglia e cerca di riparare le varie circostanze per riportare un certo senso di normalità. Ormai quasi proverbiale la sua frase “Ha da passa’ a nuttata” (deve passare la notte), cioè cercare di far passare quel tempo necessario con la speranza che tutti i problemi si risolvano.
Anche se i tre atti sono ricchi di momenti scenici esilaranti, sono tuttavia impregnati dalla tragicità degli eventi  che Eduardo descrive evidenziando il dramma esistenziale che una guerra mondiale può causare. 
Non c’è nessun momento, in nessuna scena l’evidenza di un personaggio simile a quello del promo/poster. 
Anzi, il protagonista, quando viene invitato a mettersi a tavola per un banchetto organizzato per festeggiare la liberazione, non da nessuna importanza al cibo che viene messo a tavola e  quasi come un disco rotto, non fa altro che raccontare le amare vicissitudini della trincea. 
Il manifesto dovrebbe indicare già un accenno al contenuto del lavoro che gli spettatori si appresteranno ad assistere. 
Spettatori per lo più di lingua inglese, per i quali l’opera è stata tradotta. Non è quello il personaggio che si presenterà a loro in palcoscenico. Osservando quell’uomo così conciato si sottolinea uno stereotipo di italiano per niente simile a quello interpretato dai personaggi del dramma, un italiano che non esiste nella storia, un italiano ridicolizzato e sminuito, il cui unico pensiero è quello del pane e salame. 
Con tale immagine non solo si fa torto ad un popolo che per guadagnarsi da vivere ha sfidato oceani e discriminazioni, ma anche all’autore della commedia che è uno dei maggiori artisti del Novecento. 
In teatro sin dalla nascita, attore e poi scrittore, ammirato dal pubblico e dagli intellettuali in tutto il mondo tanto da guadagnarsi tre lauree honoris causae e la nomina da senatore a vita. 
Egli stesso spiegò così l’essenza di Napoli Milionaria: «Poche settimane dopo la liberazione mi affacciai al balcone della mia casa, e detti uno sguardo al panorama di questa città martoriata: allora mi venne in mente in embrione la commedia e la scrissi tutta d'un fiato, come un lungo articolo sulla guerra e le sue deleterie conseguenze».
L’immagine del promo/poster non descrive in nessun modo il concetto essenziale dell’opera, tantomeno la figura dell’italiano che un pubblico non italiano dovrebbe imparare a conoscere anche attraverso una piece teatrale e un Festival che sceglie di portarla in scena in lingua inglese.
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