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Una cavalletta viva nella cicoria delle mie nipotine

Una cavalletta viva nella cicoria delle mie nipotine

TORONTO – Un mazzetto di cicoria cresciuta in Nuova Zelanda, venduta a Toronto nei supermercati, costa 2.99 dollari. Nel prezzo è inclusa la cavalletta.

Per cavalletta si intende un grillo extralarge, oppure cricket per dirla alla canadiense.

Cavalletta, grillo o cricket che sia, era viva, vegeta e zompava allegramente per la cucina festeggiando la ritrovata libertà.

Chissà quanto tempo era restata chiusa tra le foglie della cicoria. La Nuova Zelanda è dall’altra parte della terra. Via mare saranno stati due mesi, o più.

In ogni caso, dall’isola dove una volta i cristiani si mangiavano i cristiani, e che ora produce agnelli sopraffini, la cavalletta è sbarcata in Canada, da clandestina, ed è arrivata a casa di mio figlio. La cui moglie, essendo nata in Canada, sponda croata, con gli animali non ci va proprio d’accordo, pure dei cani piccolissimi ha paura, perchè da ragazzina s’è pressa un bel mozzicotto da Fido.

Figuratevi lo spavento, e la ripugnanza, della poveretta quando ha notato che una foglia della cicoria aveva le zampe e si muoveva.

Mentre l’animaletto verde zompicchia per la cucina, la padrona dà fiato alle trombe, suona l’allarme, strilla come fosse la fine del mondo, o quasi.

Il putiferio fa accorrere il resto della famiglia, marito e figliolette. Il pater familias, resosi conto della situazione, prende la mazza di baseball che ha dietro la porta. Ma il “grillicidio” non si verifica per l’intervento di Sofia (10 anni appena compiuti) e Luisa (8).

Le due ragazzine adorano, cani, gatti e specialmente animali che volano, farfalle e grilli. Col tempo buono le figlie di mio figlio vengono nella yarda dove provo a far crescere pummarole, zucchine e compagnia bella. Le farfalle non le toccano, ma catturato i grilli che poi liberano dopo averli chiusi per qualche ora in un contenitore.

Sofia, che è esperta nell’acchiappare al volo gli animaletti, prende delicatamente la cavalletta e la deposita in uno di quei barattoli di vetro usati per la salsa: «Ho salvato Gary. Ora dobbiamo liberarlo », grida felice la fetentella.

Gary sarebbe – me lo hanno spiegato dopo – un pupazzo che i ragazzini seguono in tv. Liberare Gary, quello vero, ora non si può. Con i chiari di luna attuali, camperebbe un minuto, o due, prima di diventare come uno stoccafisso. Il problema è risolto trasformando un barattolo di vetro nella residenza di Gary.

La “casa” viene addobbata con un rametto e alcune foglie di insalata. I fori praticati nel coperchio del barattolo servono per far entrare l’aria indispensabile alla sopravvivenza e per far gocciolare l’acqua senza la quale il povero Gary andrebbe di filato nel paradiso degli insetti, se esiste.

Ora il problema è di farlo campare fintanto che arriva la benedetta primavera. Se schioppa prima, Sofia e Louisa, gli inventeranno un bel funerale.

La madre, intanto, ha giurato che giammai comprerà più la cicoria neozelandese, anzi nessuna insalata. A meno che sia quella colta nella yarda di nonno

Nelle foto, la cicoria in vendita nei supermercati e la cavalletta nella casa- barattolo, con insalata e acqua, dove si cercherà di farla restare in vita fino a quando il tempo permetterà la sua liberazione

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