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Terroni, polentoni e mangiachecche

Terroni, polentoni e mangiachecche

TORONTO – Dall’estero le faccende italiche si vedono da una prospettiva decisamente diversa.

Prendiamo, per esempio, il titolo che un quotidiano italiano ha sparato a nove colonne in prima pagina: Comandano i terroni.

Chi l’ha scritto intendeva soltanto provocare, offendere, creare una polemica dal niente. E c’è riuscito.

Ma non è questo il punto, a mio parere. Anzi, visti da lontano i punti in questione sono diversi.

1) Terroni e polentoni, o viceversa: nel Bel Paese si fa il tifo contro, mai quello a favore.

2) Fatta l’Italia, ora bisogna fare gli italiani. Lo disse, nel 1861, un tizio importante senza sapere che la sua previsione non si sarebbe avverata perché ogni italiano ragiona a modo suo, sempre e comunque tenendo in mente i propri interessi.

3) Comandano i terroni. Vero a parole: il Presidente della Repubblica è siciliano, il Premier è pugliese, il vicepremier e il presidente della Camera sono campani, il governatore di Bankitalia, il presidente del Consiglio di Stato e quello di Telecom sono napoletani.

4) Comandano i terroni. Non è vero, oppure è vero ma praticamente significa zero, niente. Perché, nonostante questa presenza massiccia di meridionali su poltrone importanti, la situazione nella patria dei terroni, il sud, è stata, è e continua ad essere, la sorellastra del Nord: povera, brutta, disprezzata e discriminata, buona soltanto per dare i voti a chi poi ricambia senza fare nulla per risolvere il problema.

5): «Sul razzismo ci si riempie la bocca di slogan», lo ha appena detto Allegri. Ecco, da come la vediamo dal Canada, anche con questo titolo controverso gli italiani si gonfiano la bocca di slogan. Poi, dopo le parole, nulla, o meglio: si torna come prima, peggio di prima. Nella politica, nella vita, nel calcio un turbinio di chiacchiere, di polemiche, di confusione.

Per concludere, basta con le chiacchiere, illustri ex compatrioti, risolvete i problemi seri e veri che a.iggono il Bel Paese. Non create fake news, per dirla alla Trump.

Infine, ecco un’idea irriverente per il nostro editore, l’onorevole Giuseppe “Joe” Volpe. Il titolo per un suo futuro editoriale potrebbe essere: Comandano i mangiachecche.

In effetti la versione diciamo politicamente corretta di questo titolaccio, sul Corriere Canadese è apparsa diverse volte. Dopo ogni governo senza nessuno dei “nostri”, dopo ogni rimpasto sempre senza ministri il cui cognome termina con una vocale, dopo la distribuzione di cariche e poltrone importanti, avremmo potuto provocare con questo titolo: Comandano i mangiachecche. Invece abbiamo sempre scritto: Italiani ancora assenti. Questione di stile. Quello stile che l’Italia sembra aver perduto. E che in Canada ancora esiste, Doug Ford permettendo.

Post scriptum: a forza di battere sul chiodo degli italiani assenti al governo, il grande capo Trudeau ne ha piazzato uno, David Lametti, nel suo governo. Come a dire che il primo ministro ha capito che senza dare (un ministero) non si riceve (il voto degli elettori dal sangue tricolore).

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