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Nonnismo e hazing, due facce della stessa medaglia

Nonnismo e hazing, due facce della stessa medaglia

TORONTO – Da un po’ di tempo si parla e si sparla di San Michele – la scuola non l’ Arcangelo – dove la pratica detta “hazing” ha aperto una scatola di vermi.

“Hazing” in italiano si traduce “nonnismo”. Io il nonnismo l’ho sperimentato da vicino. E, a scanso di equivoci, tanto per precisare, i manici scopa non venivano utilizzati.

Ma cosa hazzo è sta camurria del nonnismo? – direte voi. Cominciano da nonnismo tricolore, la versione italica.

Nonnismo si rifà alla parola nonno, il più anzianotto della banda, in contrapposizione alla “pivellino” che rappresenta la vittima. La filosofia del nonnismo, specialmente sotto le armi, era mettere in croce, anche ferocemente, la “burba” utilizzando metodi balordi, insulti pesanti, scherzi cretini e scemenze assortite.

Nei miei 14 mesi di naia sono stato vittima prima, aguzzino poi, delle “burbe” (reclute). Allora si andava dai gavettoni, alle 50 flessioni con la zaino pieno di sassi, ai cosiddetti dentifrici dove si spalmava la pasta sul cuscino della burba che dormiva e che il giorno dopo si ritrovava con i capelli incollati l’uno all’altro.

I nonni, quando la vittima era particolarmente antipatica, facevano la pipì negli scarponi, poi la povera recluta dove calzarli per i 10 km di marcia quotidiana.

Nella sua fase esagerata, il nonnismo diventava anche atto di violenza fisica. Ed è appunto quello che è accaduto nel liceo dei figli di papà, dove per il privilegio di studiare latino si debbono sborsare annualmente quasi 25.000 “pezze” (dollari per chi con conoscesse l’italiese).

Sotto i piedi San Michele, nella palestra dei ragazzi che corrono dietro la palla ovale, il nonnismo è stato praticato, filmato e sbattuto in rete, nella sua versione diciamo canadese, o nordamericata se volete.

L’accaduto in questione è portare oltre la legge la tradizione dei “primini”, i riti d’iniziazione in un contesto sportivo, da sempre praticati in molti licei canadesi e americani, per non parlare quelli inglesi d’Inghilterra.

I liceali anziani che “bulleggiano” i novellini, poi, eventualmente, all’università alzano il tiro, e fanno di ben peggio. Il nonnismo nella sua versione canamericana è un abuso di potere che, purtroppo, viene tramandato anno dopo anno.

È un dato di fatto che la burba di italiana memoria, o lo studentello di primo pelo canadese, una volta passato di grado e diventato anziano possa rifare agli altri quello che hanno fatto a lui. Fa parte, purtroppo, della cultura del machismo dove si deve dimostrare di essere gente tosta, dura più degli altri.

Al liceo in questione qualche testa importante è già caduta. Ma quale è la situazione dello staff della squadra, allenatore, assistenti, magazzinieri eccetera?

Loro dovevano sapere cosa accadeva negli spogliatoi e non hanno denunciato, non hanno messo fine agli abusi.

Inoltre, il St. Michel’s è famoso anche per l’hockey e per il canto. Nell’hockey il nonnismo c’è sempre stato, lo sport del disco e del bastone è sinonimo di machismo. Ma esiste nel canto? Anche i ragazzi dalla voci bianche fanno conoscenza con qualche forma di hazing? Al momento non ci sono riscontri, nessuno ha denunciato o postati in rete video sconci.

Nella foto, hazing in azione in una università nordamericana dove i nonni costringono le burbe ad indossare pannolini e bere chissà cosa

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