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Niente Italia e Scorsese si fa la pennichella

Niente Italia e Scorsese si fa la pennichella

Niente Italia e Scorsese si fa la pennichella

Questa è la settimana dell’amore, ma trovare un notizia rosa è impresa impossibile.

L’ultima news, diciamo “bella”, è della scorsa settimana: una ragazza di 17 anni ha trovato una busta piena di biglietti da cento e ha consegnato il malloppo alla polizia che, a sua volta, lo ha ridato allo stonato con le tasche bucate.

Non si sa se l’onesta fanciulla sia stata ricompensata in qualche modo. L’episodio è avvenuto a Toronto, teatro, l’altro giorno, anche di una immane tragedia familiare che forse su poteva evitare, forse no.

Tornando alle notizie non da bollettino di guerra, lo sapete che i cristiani “freschi” normali, Harry e Meghan, hanno cominciato a guadagnare dollari con la pala aprendo la bocca? I due pollastrelli abbastanza stagionati – lei ha 38 anni, lui 35 –sono stati gli oratori di un avvenimento dato in loro onore.

Dal palco hanno parlato della loro dura vita – lei da starlette alle prese con produttori dalle mani lunghe, lui da povero principino appresso dalle regole reali, raccontando di tutto e di più.

Per quelli che in eff etti erano pettegolezzi, semplici ed allo stesso tempo reali, l’illustre coppia, ha intascato un milione tondo tondo di dollari verdi, quelli che valgono di più.

Il discorso da un milione è stato, si presume, la prima pietra del cosiddetto progetto Sussex Royal Brand, il marchio sotto il cui ombrello ammucchiare entrate legate alla sponsorizzazione di oggetti preziosi.

Qualcuno da Londra ha detto che Harry e Meghan presto faranno più quattrini della coppia formata da David Beckham e sua moglie Victoria il cui incasso annuale sarebbe di 700 (settecento) milioncini di dollari verdi.

Il fatto che la coppia reale sia destinata a raccattare soldoni a Hollywood, è un bene per il Canada. Perchè almeno le spese per le guardie del corpo – una cosuccia da 16 milioni l’anno – non le pagheremo “noantri”, forse.

A proposito di Hollywood, domenica sera sono stati consegnati gli Oscar dello schermo. Presenti stalloni, stelle e stelline di tutti tipi, vestite, o svestite, più o meno con gusto.

C’era però un tizio che aveva una gonna larga e lunga, con un corsetto fatto di roba gialla e luccicante. Non ho capito chi fosse e manco mi interessa su quale sponda giocasse.

Agli Oscar non c’erano Amadeus o Fiorello, ma due comici che hanno parlato poco.

Il pistolotto iniziale è stato breve e insipido. Nessuna critica a Trump, neanche un accenno. Il boss dei boss è stato ignorato per tutta la serata, perchè presentatori, attori e cantanti sanno che a toccarlo, poi si paga salato.

Uno degli intermezzi musicali ha visto all’opera un cantante famoso il cui nome aveva a che fare, forse, con l’alfabeto, Eminem. Mentre costui urlava nel microfono, tutti i presenti canticchiavano, muovendosi a tempo di musica. Tutti eccetto, il regista Martin Scorsese ripreso mentre si faceva una bella pennichella.

Scorsese, nato a Brooklyn nel 1942, è stato l’unico nome italiano pronunciato in quattro ore, eccetto Ferrari. La casa del Cavallino è stata nominate en passant, nel corso della presentazione di Ford vs Ferrari, una specie di documentario che incensava la casa automobilistica americana.

Nella serata degli ospite l’Italia è stata assente, in todo. Di solito, almeno qualche truccatore, oppure un compositore c’è sempre stato nelle liste dei premiabili. Stavolta niente, nada, niet, zilch.

Figuratevi che ad un certo punto della serata tale Idinaha intonato una canzone “Into the unknown” nel corso della quale sono intervenute, altre nove chantose che hanno cantato nella loro lingua natale. Hanno gorgheggiato, nell’ordine, una ragazza giapponese, una polacca, una thailandese, una spagnola, una tedesca, una norvegese, una russa e una danese. Di italiane nada, niente, neyt, zilch. Forse perchè tutte le nostre canterine erano a Sanremo.

Ah, Sanremo. Sembra che sia piaciuto a molti, non tanto per le canzoni, ma per le battute dei presentatori, le apparizioni di donnine semisvestite e la rissa tra due cantanti scimuniti.

La canzone che ha vinto era ottima per il Bel Paese. Ma fuori, all’estero, difficilmente sarà apprezzata. Da quanti anni una canzone italiana non diventa mondiale?

BUON VALENTINO A TUTTI, SPECIALMENTE ALLE SIGNORE CHE APPREZZANO CONTROSPORT.

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