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Neve a zuffunno, ma il peggio deve ancora venire

Neve a zuffunno, ma il peggio deve ancora venire

TORONTO – Zuffunno è un termine napoletano che significa: a dirotto, oppure: a catinelle.

L’avverbio di moto in questione lo si usa, è chiaro, quando piove. Chiove a zuffunno significa: piove a dirotto. Sarebbe l’equivalente della frase usata dai mangiachecce: raining cats and dogs.

Io non ho mai capito che ci fanno cani e gatti tra le nuvole, e manco lo voglio capire, cose loro sono.

Comunque, tanto per chiarire, il soggetto di questo pezzo è la neve caduta a zuffunno. Avete presenti le cascate del Niagara? In questi due giorni è come se ci fossero rovesciate sulla capoccia, ma con la neve al posto dell’acqua. Neve tosta e pesante.

Come possano essere duri e pesanti i fiocchi non saprei spiegare, ma giuro che è cosi. Nei momenti cruciali era come se tutti i cristiani in macchina avessero le cateratte scassate e inutili.

A quattro metri non si vedeva un tubo. Santiando e procedendo lemme-lemme il calvario è finito. Poi abbiamo trovato montagne di neve bianco verginale che ben presto diventerà nera, pesante, brutta e pure carogna.

Chi spala il vialetto stia molto attento. Ogni spalata, infatti, potrebbe preparare il terreno all’infarto. Se va bene, ci si trova con le dita assiderate e il naso arricchito di ghiaccioli. Dopo maggio arriva giugno, dice non so quale vecchio detto popolare italiano.

A Toronto dopo maggio (la neve) arriva un giugno particolare, pieno di freddo polare. Dovremmo averci fatto il callo, direte. Invece no, io sono nato al caldo e alle temperature adatte a lupi e pinguini non mi ci abituerò campassi mill’anni.

Il freddo vero è vigliacco e farabutto. Lo stesso freddo, però, a parole non è tanto male. Sulla carta lo si può trasformare in battute scacciapensieri. Il freddo, sempre a parole, lo si può adattare a situazioni e concetti benefici per i cristiani dal pelo lungo e grigio. Eccone alcuni esempi. Nemico tremendo della vecchiaia è il freddo. Dio manda il freddo secondo i panni Col gelo ognuno impara a tremare.

Fuori fa così freddo che i testimoni di Geova ti telefonano. Fa così tanto freddo che, alle donne incinte, si rompono i ghiacci. Portatemi quelli che volevano l’inverno, il freddo e la pioggia che gli devo augurare l’influenza, la febbre e il mal di trippa. Fa così freddo che stamattina ho dato indicazioni stradali a un pinguino. E andava a sud. Così freddo che se chiudo le dita mi si sbriciola la mano.

Fa così freddo che sono uscito col cane e sono rientrato con un pinguino. C’è talmente freddo che il lupo ha deciso di perdere il vizio ma tenersi stretto il pelo. Fa così freddo che se vedo una donna nuda la rivesto. Faceva così freddo che ho visto un politico con le mani nelle sue tasche.

Fuori c’è un freddo pazzesco; tutte le strade sono ghiacciate. Venendo qua ho fatto tre testacoda. Ed ero a piedi. Oggi sto in una botte di freddo. La gente s’è stufata del freddo, non vede l’ora di iniziare a lamentarsi per il caldo.
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Personalmente di persona io mi lamenterò mai del caldo. Ecco perchè me ne sto per andare al sud, dove il solo splende, il mare è caldo, la sabbia bollente. A rileggerci tra un paio di settimane.

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