CorrCan Media Group

Lumache multi-uso, ora anche un gelato per i bimbi malati

Lumache multi-uso, ora anche un gelato per i bimbi malati

TORONTO – Hanno le corna, ma questo sarebbe il meno.
Si portano appresso la casa dove abitano, ed anche questo conta solo n’ticchia.
Però sono “vavose”, ossia hanno la bava. Il che suscita ribrezzo, a molti.
Coloro che sono “schifiltosi” difficilmente gusteranno un gelato fatto con la bava delle lumache. Tale gelato serve per aiutare i bambini piccoli malati di tumori. Ma, andiamo per ordine.
Gli animaletti con le corna fanno parte della catena alimentare della natura ma forniscono cibo ad un solo animale, quello umano. Sono commestibili, si mangiano praticamente da “saecula saeculorum”, ossia da sempre. Piacciono, nel senso mangiatorio, soltanto ai forti di bocca e di panza.
A molti cristiani, specialmente a quelli di natura femminile, suscitano ribrezzo, o schifio come direbbero i siculi. Chi sono, lo sanno tutti.
Dalle parti mie sono le “marruzze”.
Altrove, nel Bel Paese, le chiamano lumache, chiocciole, ciammaruche, cornovacca, lumassa, bolovo.
I francesi le hanno battezzate “escargot”. In Canada sono “snail”.
Qualunque sia il nome con il quale conoscente l’aminaletto in questione, sappiate che, mangiadole, avete, senza volerlo, dato una mano alla salutaccia di vossia.
In breve, le lumache fanno bene. Gli antichi romani sapevano che curavano la gastrite. Gli antichi greci le pappavano tutte le volte che dovevano recuperare le forze, dopo battaglie con la spada, o senza. In era moderna si è scoperto che la bava riduce il colesterlo e fa scomparire le rughe dai volti delle donne che vogliono nascondere la propria età.
Tale pratica – farsi mangiare le rughe dalla cimmaruche – è molto comune in Giappone (vedere foto). Nel nostro Bel Paese, pero, è nata una vera a propria industria nel settore lumache: sia chiama Elicicoltura.
Si tratta di veri e propri allevamenti, come quello dei pesci, per esempio. Le lumache coltivate sono multi-uso. Finiscono sulle tavole dei cristiani forti di panza. E nei laboratori dove la bava delle ciammaruche viene utilizzata in prodotti per la bellezza.
A parte queste frivolezze, ora hanno scoperto che la bava delle lumache ha un qualcosa che aiuta a combattere i tumori nei bambini piccoli. La bava infatti, è la materia prima, per una medicina apparentemente quasi miracolosa. Il prodotto ha però un doppio problema – odore e sapore – che rende difficile somministrala ai piccoli pazienti.
Il problema è stato risolto, alla grande. Una coppia di “maestri gelatieri”, Alessandro Racca e Tania Bosio, si sono inventati un sorbetto alla fragola dove l’acqua è stata quasi del tutto sostituita da questo insolito ingrediente naturale al 100 per cento che ha soprendenti proprietà nutritive, molto utili anche per i disturbi dell’apparato digerente.
Avendo in qualche modo “nobilitato” le lumache, ed il solo prodotto secretivo, passiamo a notiziole leggere che le riguardano. Dovete sapere che lumache terrestri sono “ermafrodite”, cioè, ogni lumaca ha sia gli attributi maschili che quelli femminili; tuttavia per potersi riprodurre devono essere in due, accoppiarsi secondo tradizione naturale.
La qualcosa, cioè accoppiarsi e riprodursi, le marruzze lo fanno benissimo, visto che anche ne sono pieni anche i nostri parchi cittadini. In quello sotto casa, di tanto in tanto, vado a camminare.
Guarda caso, due settimane or sono mi venne lo sfizio di raccogliere un pò di lumache. Tenete presente che allora non sapevo che le “ciammaruche” facessero bene anche alla salute. Mi era venuto lo sfizio di papparmele in un sugo al peperoncino, come si faceva quando ancora la pietanza faceva ricordare i trascorsi paesani.
Riempita mezza “bega” (busta per coloro che non masticassero l’italiese) la portai a casa. Non l’avessi mai fatto.
Mia suocera è diventata troppo vecchia e non si ricorda come si fa a “spurgarle” prima e cucinarle dopo.
La signora moglie, da parte sua, messa di fronte alla prospettiva di avere a che fare con la massa brulicante di corna, mi sparò: «Stai rimbambendo se pensi che io ti cucini questa roba, buttale via».
Detto e fatto.
Ora le mie marruzze sono di nuovo nel parco.

More in Controsport