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Le streghe, Strunz e Come Pioveva

Le streghe, Strunz e Come Pioveva

Buon Halloween! Bisogna dire che fra tutte le streghe sei la migliore.

La frase sfottò circola da anni. Ma nella circostanza cade come il cacio sui maccheroni, o quasi.

Perchè le dive degli schermi e dei social si sono sbizzarrite nel farsi riprendere vestite poco e in modo bizzarro per raccattare quanti più followers possibili.

I followers, sarebbero, mi pare, quei fessacchiotti che si accodano a tizio e caia, come per esempio le Kardashian, e pagano per il privilegio di rifarsi gli occhi.

Personalmente non “follow” nessuno e non mi sognerei di cacciare un centesimo anche se dall’altra parte ci fosse quella troia di Elena, pardon, Elena di
Troia.

Però, se mi capita di “taliare” qualche cristiana ben fatta, non chiudo gli occhi ma li spalanco. Non per valutare le forme e le curve, naturalmente. Le osservo per appurare chi ha più classe, chi sa sorridere, camminare, muoversi e, mettiamoci anche, fare la civetta.

La mia idea a chi dare l’Oscar delle presenza tra queste prof del bel…vedere ce l’ho e me la tengo nel taschino.

Voi fate da soli, decidete, poi magari ne parliamo per confrontare le scelte.

Non ci crederete, ma io la serata di pioggia battente, che mi ha fatto ricordare la canzone Come Pioveva, l’ho trascorsa facendo il babysitter a Strum, perchè madre, padre e nonna erano andati a scortare i guaglioni che facevano il loro tric-e-trac come io chiamo il treak or treat.

Dunque, mentre fuori pioveva, io ero con Strum che i ragazzi hanno chiamato così perchè a loro piace strimpellare sulla chitarra.

Strum, naturalmente, ci viene ammollato
ogniqualvolta la famiglia della primogenita va in vacanza o altrimenti impegnata in impegni sociali e
divertimenti vari.

Divertimenti per loro, ma seccature maleodoranti per yours truly.

Precisiamo, io il cagnetto non lo porto a spasso perchè sono allergico alla
busta azzurra, quella che si usa per raccogliere la cacca canina. Però in giardino debbo andarci.

Anche se uso la pala per il raccogli-e-sotterra, la faccenda mi ha fatto di-
ventare talmente antipatico Strum che ora chiamo Strunz in omaggio al
vecchio Trap.

Tornando alla serata di Halloween, spaparanzato nella poltrona più comoda, un bicchiere di ottimo Merlot a portata di bocca, ascoltavo una vecchissima canzone via quei marchingegni elettro-
nici che ora possono fare tutto, incluso e soprattutto, rincoglionire le nuove generazioni.

Come pioveva, quella sera.

Ascoltando la colonna sonora della romantica canzone di una volta, quando i versi erano rigorosamente in italiano e raccontavano storie struggenti, non le cazzate senza senso delle filastrocche afroamericane di oggi.

Come pioveva, cantava Achille Togliani.
C’eravamo tanto amati, modulava Giacomo Rondinella. Come pioveva…così piangeva, gorgheggiava l’immenso Claudio Villa.

All’improvviso il tempo incrementa il volume, come faceva la buonanima di Pavarotti quando dava fiato alle trombe (vocali) e intonava Nessun Dorma e Vin-
cerò.

Più passa il tempo, più la serata diventa scura e brutta, roba da streghe, tanto per stare in campana.

Parlando di streghe, vi fanno paura, o no? Dipende di che tipo sono e se ci
avete avuto a che fare parecchio o
per niente.

Attenzione, non siate maliziosi,
non capite fischi per fiaschi. Il riferimento non riguarda mogli e suocere bisbetiche, ma la posizione geografica del luogo dove chi scrive ha trascorso il primo terzo dell’esistenza.

Il paesotto sorto intorno alle
sorgenti di acqua solfurea è ad un
tiro di schioppo dall’albero sotto
il quale , “nu sacco e tiempo fa”,
si riunivano le streghe per fare
“ammuina” assieme al compare con le corna, gli zoccoli e la coda puntuta.

Insomma, data la vicinanza con la Noce di Benevento, si aveva una certa confidenza con quelle svergognate che poi, negli gli anni, venivano anche bevute come il vino, o quasi.

Le streghe come il vino? Non le streghe, ma la Strega. E qui è opportuno un accenno alla storia.

Il Liquore Strega fu ideato nell’anno in cui ci fu l’unificazione dell’Italia, 1860, dalla distilleria dei Fratelli Alberti poi produttori anche di un ottimo torrone.

Il liquore ha un gusto dolce e una consistenza abbastanza densa, ed è molto aromatico con sentori di menta e spezie tra le quali spiccano la cannella e lo zafferano, l’ingrediente che gli conferisce il tipico colore giallo. Giallo è il colore degli occhi delle streghe, appunto.

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