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In arrivo la sopressata a… canne sovrapposte

In arrivo la sopressata a… canne sovrapposte

Il presidente con il pagliaio in testa non finisce mai di stupire. Ha sempre qualcosa, o qualcuno, nel mirino.

Se non lo cacciano via prima, ma è difficile, anzi probabile che venga rieletto perchè la maggior parte degli amerikani hanno il cervello nelle scarpe e si fanno impapocchiare (ingannare) facilmente.

Nel vortice di hazzate sparate a vanvera, e senza parlare delle telefonate che potrebbero farlo “impicciare” (impeachment), ha fatto sensazione che volesse mettere i coccodrillinelle condizione di farsi passare l’appetito mangiando i poveri mariachi.

Ora ha spostato il tiro dal muro alla… tavola. Ecco, provo a spiegarvi la genialata agroalimentare.

Il formaggio no, non può entrare senza pagare dazio. Le armi sì, fucili, pistole e bombe assortite sono benvenute e che entrino aggratis, senza pagare nulla di extra.

Il primo figo del bigonzo a stelle strisce forse ha un problemino di calcoli renali, nati dal probabilmente dal consumo sfegatato di parmigiano e pecorino. Inoltre, sotto sotto, la deve pensare in linea con figli di Abramo, israeliani e arabi che siano. Costoro si scannano su tutto, eccetto sul maiale. Per loro il porco è troppo immondo per essere toccato, figuratevi se consumato, intero o in parte.

Insomma, al presidente con il pagliaio in testa non va giù il prosciutto crudo. Il nipote del tedesco che in Alaska fece soldi gestendo un bar-borello, ha dichiarato guerra ai prodotti agroalimentari del Bel Paese che vanno alla grande in tutto il mondo, America inclusa.

L’omaccione con il pagliaio sulla testa ha messo un dazio – dal 10 al 20% – alla tavola del Made in Italy. Parmigiano e pecorino, infatti, dal 18 di questo mese non entreranno in America se non pagano una bolletta extra.

Perchè, direte voi, il Trump (ador)tassa un qualcosa che regala sapore e piacere alla vita mentre dà via libera a chi porta morte e distruzione? Ad occhio e croce, perchè le armi le acquista generalmente il governo. Pecorino e prosciutto, invece, sono per la gente comune, almeno benestante, quindi tassabile.

Sull’altro lato della moneta c’è il Bel Paese che sta incassando la botta anti-pecorino senza altro che vaghe minacce di mettere dazi sui prodotti americani. Non ci credo, ma spero che lo facciano davvero. Magari cominciando a tassare le canzoni in lingua inglese che ormai hanno soppiantato quasi totalmente quelle in lingua tricolore.

Comunque, nello Stivale continuano a prenderlo per le chiappe per questa guerra agli prodotti mangiatori tricolori. Quei tizi che campano nella scatola delle illusioni (la Tv, dove ti fanno credere quello che vogliono), i comici, hanno sfoderato battute tipo – Fatta la legge, trovato l’inganno – inventandosi il modo di importare prosciutto e formaggi “travestiti”da armi, in modo da evadere la tassa.

Probabile che gli amerikani, per quanto fessi che siano, non cascheranno nel tranello della lupara con il prosciutto nella canna, o della granata nel formaggio. Resta comunque il fatto che per gustare le cose belle e buone dello Stivale debbono svenarsi. A meno che non facciano un salto a nord, da noialtri, dove formaggi e prosciutto costeranno come prima, anche dopo il 18 prossimo.

Grazie a Dios, sotto l’acero in generale, ed in riva al Lago Ontario in particolare, il pecorino costerà come prima. E come prima finirà sugli spaghetti e completare il miglior pasto del mondo.

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