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Immigrazione, pressing su Ottawa e Queen’s Park

Immigrazione, pressing su Ottawa e Queen’s Park

TORONTO – Quella di martedì scorso, presso la Dante Alighieri Academy, è stata una partecipazione impressionante di  italiani e portoghesi desiderosi di saperne di più su come ottenere il permesso di residenza permanente. Vi erano più di trecento persone.
L’evento, annunciato come un incontro pubblico di informazione e consultazione, è stato organizzato da Catia Rizzo e da Mark Anthony Alonzi, in collaborazione con alcuni degli iscritti al gruppo virtuale “Toronto Italians”, composto da quei giovani italiani che hanno lasciato di recente il proprio paese alla ricerca di un futuro migliore in Canada.
Dalla sponda portoghese, i partecipanti sono stati rappresentati dallo zelante Manuel Alexandre e da Joe Pimentel, entrambi pilastri del UWC, il comitato dei lavoratori non in regola con i ducumenti.
Il deputato Francesco Sorbara, -che per partecipare ha sacrificato parte della festa per il suo anniversario,- ha sostenuto che sia il Ministero Federale che il suo partito stanno lavorando per risolvere il problema già da tempo esistente nel dipartimento. Entrambi sono impegnati a rassicurare che siano ristabilite equità e giustizia per l’ingresso in Canada di cittadini dell’Europa meridionale.
“Non possiamo risolvere il problema in una serata, ma ci impegniamo a lavorare insieme fino alla fine”, ha dichiarato il ministro provinciale per la Cittadinanza e l’Immigrazione, Laura Albanese.
Le questioni sono state comunque difficili da evitare quando al pubblico è stata data facoltà di parola e di critica. La gente lavora, paga le tasse, rispetta le leggi, procura lavoro anche agli altri e però rischia la reputazione e affronta ogni giorno la minaccia di essere deportati letteralmente.
Mantenere questo "stile di vita” è per essa costoso, finanziariamente e moralmente. Alcuni dei racconti sono stati commoventi. E chiaramente hanno scosso alcuni delle personalità presenti, come l’MPP Christina Martins, il fiduciario scolastico Frank D’Amico, gli’ex deputati provinciali Laureano Leone e Odoardo Di Santo e il personale del ministro Hussain. Il ministro Laura Albanese ha riconosciuto che l’ostacolo maggiore sta nel linguaggio e la mancata conoscenza di una delle due lingue ufficiali. A tal proposito, Manuel Alexandre non resistendo all’osservazione, in modo educato ha ribattutto: “Sembra strano che non è necessario conoscere l’inglese per guidare un taxi, ma lo è invece per piantare un chiodo su un’asse 2×4”. Significativa anche la partecipazione di alcuni membri del “rinato” COMITES, l’organizzazione che rappresenta gli italiani residenti all’estero come anche quella di un gruppo di membri del partito PD, impegnati anch’essi nel cominciare a premere politicamente per arrivare ad una soluzione. Anche questa volta assente il Congresso Nazionale degli italo canadesi. L’avvocato costituzionalista Rocco Galati, consulente del gruppo ha dichiarato di voler presentare una disputa in tribunale, lunedì prossimo. “Per dirla semplicemente, questa gente sta soffrendo inutilmente perchè il governo si rifiuta di obbedire alle sue stesse leggi” ha detto Galati, “Perché punire queste persone che si stanno dando da fare da sole, senza essere aiutate?”
 
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