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Il “cocchiere” di biga più ricco di Messi e Ronaldo

Il “cocchiere” di biga più ricco di Messi e Ronaldo

TOORNTO – Ai romani piaceva così tanto la biga (attenzione proto, biga con la B), che un suo “cocchiere” guadagnò molto ma molti di più quattrini di Messi, Ronaldo e Tiger Woods.

La biga del verso di una canzoncina da taverna un po’ sboccata, che allude da una certa parte dell’anatomia femminile, è il carro da guerra, o da corsa, degli antichi romani.

Avrete certamente visto la scena principale del film Ben Hur. Quella era una corsa di bighe, carrettini scoperti trainati quattro cavalli e un auriga in piedi sulla piattaforma posteriore.

L’auriga era il fantino di allora, il cocchiere, che guidava il mezzo in piedi sul cocchio. I cocchieri erano come i calciatori di oggi: guadagnavano montagne di sesterzi (i dollari di allora), erano idolatrati e invidiati per le loro imprese.

Allora come oggi, tanti soldi e tante coccole a chi dava spettacolo. Un cocchiere dei Cesari, campato un secolo dopo Cristo, risulta essere l’atleta più pagato della storia avendo racimolato, in 25 anni di carriera, l’equivalente 15 miliardi di dollari nostrani.

Questo pezzetto di storia è venuto alla luce durante un ricerca sul Web della prodezza numero 600 di quel fenomeno, Lionel “la Pulce” Messi, il cui nonno del nonno del nonno era nato a Recanati (Macerata) che lasciò nel 1866 per andare nella pampa argentina. Della prodezza e degli antenati della Pulce, leggerete più in fondo.

Ora resto sull’auriga-cocchiere recordman imbattuto da due secoli. Gaio Apuleio Diocle, portoghese di nascita: iniziò a guidare cavalli all’età di 18 anni nell’allora patria di Cristiano Ronaldo. Il giovanotto si mise in luce in corse minori, poi di vittoria in vittorie arrivò a Roma, dove c’erano i sesterzi.

Di quei tempi non c’era un Salvini quindi il ragazzo non ebbe bisogno di fare la traversata via mare. Nella Roma dei Cesari le corse di cavalli erano il secondo spettacolo popolare, dopo le ammazzatine tra gladiatori del Colosseo.

Si correva al Circo Massimo, impianto dedicato alle corse dei cavalli che i palazzinari romani costruirono tra il Palatino e l’Aventino. Il Circo Massimo con i suoi 620 metri di lunghezza e 120 di larghezza poteva ospitare fino a 250.000 spettatori, che scommettevano come pazzi.

Il nostro cavallaro, nel Circo Massimo fece carriera, e che carriera. I registri mostrano che, in 25 anni, prese parte a 4257 gare a quattro cavalli, vincendone 1462 e salendo sul podio in altre 1438. Ma non era solo bravo: era uno showman eccellente.

Molte delle sue vittorie erano “all’ultimo momento, rinvenendo da dietro”: superava la linea del traguardo galoppando oltre i concorrenti quando sembrava che ormai non ci fosse nulla da fare.

Gli spettatori lo amavano come un padreterno, e questo lo aiutò ad arricchirsi incredibilmente, visto che molte volte la sua comparsa era “l’evento” del giorno. Le sue vittorie gli fecero intascare oltre 35 milioni di sesterzi.

Secondo alcuni storici, al tempo una tale cifra era sufficiente a nutrire l’intera città di Roma per un anno intera, o a finanziare l’esercito dell’Impero (in uno dei periodi di massima potenza) per un quinto di anno.

Il professor Struck ritiene che, ad oggi, l’equivalente sarebbe quello di 15 miliardi di dollari. Ed eccoci a Messi e alla sua origine recanatese. Lionel Messi è residente a Recanati, nelle Marche: no, non è uno pesce d’aprile.

Il fuoriclasse del Barcellona ha la doppia cittadinanza italo-argentina e risulta iscritto all’anagrafe del municipio marchigiano, nel registro dei residenti all’estero (Aire).

Quella residenza, che a permette al calciatore di votare tanto per le Europee quanto per le amministrative, entrambe in calendario il 26 maggio, è merito di Angelo Messi, che nel 1866 partì da Recanati verso Buenos Aires con le grandi ondate migratorie dell’800.

Tra i circa 22.000 abitanti di Recanati ancora oggi risiedono famiglie che di cognome fanno Messi. Inoltre nel comune risultano residenti ben 2.788 italo-argentini. Uno di costoro è lui, Lionello.

Nella foto, la scena della corsa del film Ben Hur, il “cocchiere” è Charlton Heston.

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