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I mille paesi italiani figli dell’emigrazione

I mille paesi italiani figli dell’emigrazione

TORONTO – La fuga dal Belpaese negli ultimi anni ha ripreso vigore. La crisi economica, la voglia di costruire un futuro in un altro Paese, il bisogno di trovare un lavoro stabile hanno spinto centinaia di migliaia di persone a lasciare l’Italia per cercare fortuna all’estero. Il Rapporto Migrantes ogni anno documenta come questo fenomeno rappresenti ormai una costante, nonostante i timidi segnali di ripresa dell’ultimo periodo. Ma a differenza del passato, l’emigrazione dall’Italia è diventata via via più omogenea e non interessa solamente le aree più povere dell’Italia, ma anche le grandi città del Centro Nord. 
Lungo il secolo scorso, tra le mille sfaccettature del processo migratorio, abbiamo assistito anche a quello del crollo demografico in centinaia di piccole cittadina. Realtà che poi non sono state in grado di ripartire con una crescita demografica decisa. E ancora oggi, nel 2017, ci ritroviamo con decine di piccoli Comuni che hanno meno abitanti rispetto agli ex residenti che sono partiti in cerca di fortuna all’estero. Il caso di Castelnuovo di Conza, in provincia di Salerno, è esemplare. Secondo l’ultimo rapporto Istat, il piccolo centro campano ha appena 607 residenti, mentre ben 2.641 suoi ex abitanti vivono all’estero: ci troviamo di fronte un’incidenza del 435,1 per cento.
Stesso discorso per Carrega Ligure, in Piemonte, dove vivono 84 persone, mentre 282 ex residenti hanno lasciato l’Italia. E che dire di Acquaviva Platani, Comune di 932 anime vicino ad Agrigento, che ha visto partire 2.475 persone verso l’estero? Scorrendo i dati del Rapporto Migrantes, si scopre come la maggior parte di questi piccoli Comuni si trovi nelle Regioni italiane dove l’emigrazione è stata molto forte. È il caso dell’Abruzzo – con Roio del Sangro, Borrello, Rosello, Salle, Colledimacine, Carapelle Calvisio, Sant’Eufemia a Maiella – la Campania – Santomenna, Gallo Matese, Cairano – il Molise – Castelbottaccio, Duronia, San Biase, Montorio nei Frentani, Gildone – e la Sicilia, con Sant’Angelo Muxaro, Basicò, Villarosa, Tripi, Pettineo e Limina. Un discorso simile si può fare per i piccoli centri Calabresi come Paludi, San Pietro in Amantea, Torre di Ruggiero e il Comuni lucano di Castelgrande.
Per i centri tra i 10mila e i 100mila abitanti, questa classifica è guidata dal centro siciliano di Riesi, con circa 11mila abitanti e 7.200 ex residenti emigrati all’estero, seguito da Ravanusa – centro in provincia di Agrigento – e Barrafranca, in provincia di Enna. Dopo questi, troviamo Licata e Leonforte.
 
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