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Hussen assediato: basta chiacchiere passiamo ai fatti

Hussen assediato: basta chiacchiere passiamo ai fatti

 
 
TORONTO – Forse si stava adagiando un po’ troppo dopo la firma del protocollo bilaterale con un capo di governo estero, per aumentare il numero dei Visti Vacanza/Lavoro tra il Canada e il Portogallo, due giorni fa. 
L’eccitazione della pompa magna e delle circostanze tendono a produrre una visione illusoria della realtà. Per chi l’avesse dimenticato, i Visti sopra citati sono dei permessi speciali per quegli stranieri che vengono in vacanza in Canada (per sei mesi al massimo) ma con l’opportunità di cercare lavoro ed essere impiegati “legalmente” per altri sei mesi. È un “tempo di prova” per sondare l’abilità all’integrazione, senza costo per il Canada – un Progetto Pilota, se vogliamo, una delle tante ttattiche per “reclutare” più gente per il Canada.
 
A discrezione del funzionario ministeriale (l’addetto all’accettazione) il Visto può essere concesso fino a due anni. Ahmed Hussen, ministro per l’Immigrazione in Canada è una persona seria. Non farebbe entrare più in Canada – attraverso questo programma – cittadini con passaporto europeo, a meno che il loro paese d’origine non accetti un numero pari di canadesi che vorrebbero recarvisi per svago e lavoro.
I possessori di passaporto europeo non hanno bisogno di un visto per venire in Canada, se la loro intenzione è quella di rimanervi in vacanza per meno di sei mesi. Se nel frattempo il loro interesse dovesse cambiare da “vacanza a lavoro” …. si uniscono alla schiera dei lavoratori senza documento, “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”. Non è certo un approccio politico pubblico/scientifico, per risolvere la crisi demografica o del mercato del lavoro. Hussen deve aver pensato di essersi fatto un favore quando ha organizzato un incontro municipale con tre dei suoi colleghi parlamentari, sabato scorso presso la biblioteca di Oakwood, per presentare un altro “Progetto Pilota”, sulla sistemazione e l’integrazione di individui che si auto-definiscono rifugiati nell’attraversare i nostri confini.
Alcuni “organizzatori” erano probabilmente confusi su come pianificare una riunione produttiva (nient’altro che un’esercizio di pubbliche relazioni) in quella sede. Più di duecento persone hanno affollato l’evento. Se Hussen stava cercando di giustificare il suo “chiudere un occhio” per venir fuori dalla “crisi dei rifugiati” dai nostri confini meridionali e dall’Israele, ha subito perso il controllo del programma.
In un filmato si vede come si stia tirando in dietro da un impegno preso con i detenuti in Israele. Qualunque “linea dura” richiesta dai canadesi sui rifugiati provenienti da paesi terzi sicuri (gli USA) è stata annullata dalla rivelazione che il governo o non può o non vuole contenere il flusso. Chi si dichiara rifugiato ha diritto ad un assegno mensile di mantenimento oltre all’assistenza sanitaria ed altri benefici, fino a che il suo caso non viene risolto.
Il sindaco Tory la settimana scorsa ha chiesto al governo federale di rimborsare la Città di un’ulteriore cifra di circa 64 milioni di dollari per spese impreviste causate dal crescente e non programmato flusso di rifugiati.
I lavoratori senza documento, quelli con visti scaduti, non causano queste spese. 
La Undocumented Workers Committee (UWC) in base agli obblighi sui diritti umani, sta facendo pressioni al ministro affichè venga ‘regolarizzato’ il loro status. 
Immaginate la sua (quella della UWC) soddisfazione quando ha trovato così tanti alleati scontati che rappresentavano le sue stesse motivazioni. D’accordo con Tony Letta dell’UWC quando ha incoraggiato il ministro di smetterla di parlare e di cominciare ad agire.
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