CorrCan Media Group

Hussen ai lavoratori senza documenti: Il Cielo può attendere

Hussen ai lavoratori senza documenti: Il Cielo può attendere

TORONTO – Tutto lasciava pensare che fosse un regalo di Natale arrivato al momento giusto. Il 23 dicembre 2016, Peter Fonseca e Sonia Sidhu, due parlamentari di Mississauga e Brampton annunciano la formazione di un “Progetto Pilota” attraverso il quale il Governo Federale avrebbe sperimentato una soluzione per risolvere un problema di vecchia data, (prevalentemente) emerso dalla carenza di manodopera nel settore edilizio della GTHA.
Il loro pubblico entusiasta e disponibile, era composto da membri del “Undocumented Workers Committee” (UWC) con a capo Manuel Alexandre, un elettricista titolare indipendente e Joe Pimentel, un ex funzionario governativo. Piccoli appaltatori e attivisti comunitari si erano organizzati a presentare, al governo del giorno, il loro caso con più professionalità.
Dal mio punto di vista, i due sono individui irreprensibili. Avevano accolto con positività la notizia che ci fossero stati diversi parlamentari, compreso Francesco Sorbara dalla comunità italiana, disposti ad impegnarsi in questo tentativo “unico nel suo genere” – secondo i deputati – di risolvere il problema di persone con visti scaduti.
E sempre per gli stessi parlamentari, secondo le stime del  “Ministero” la questione riguarda “più di un milione” di individui. Per sicurezza hanno anche aggiunto che il capo d’ufficio del Ministro era strettamente coinvolto a guidare il progetto dal lato del Ministero.
Per risolvere la carenza di manodopera nel settore edilizio (e in quello della ristorazione e dei servizi) era  necessario l’approccio su più fronti. 
E, naturalmente, comprenderebbe la rivalutazione dell’intero programma di immigrazione e le sue parti componenti, compreso un reclutamento proattivo del Ministro tra centinaia di migliaia di emigranti dell’Europa meridionale alla ricerca di un futuro migliore fuori dai confini della loro patria.
Fondamentali, dunque,  la raccolta dati, l’accuratezza e il completamento delle domande (da inoltrare – cosa interessante – a loro per l’elaborazione). E in aggiunta, il suggerimento implicito che coloro avessero aderito non avrebbero rischiato “atti di espulsione” se  parte del progetto “pilota”.
L’UWC si è rivolto agli avvocati Rocco Galati e Richard Boraks, entrambi carichi di esperienza e competenza rispondenti ai requisiti procedurali del Dipartimento sui casi generali di immigrazione e in particolare per quelli dal Sud Europa.
Il ministro, l’allora John McCallum, lasciò l’incarico. Un nuovo Ministro, Ahmed Hussen, è arrivato, sembra però con diverse priorità … diversi consulenti … diverse tattiche e strategie.
I “più di un milione” di persone con visti scaduti non hanno per lui nessuna importanza. È concentrato nell’elargire permessi di studio per il New Brunswick e il reinsediamento di 1.845 richiedenti asilo,  rifugiati falliti, detenuti ora in campi israeliani in attesa della deportazione. 
Ed è anche preoccupato all’integrazione di diverse centinaia di nigeriani che si sentono minacciati dalle condizioni socio-economiche, di ispirazione trumpiana, negli Stati Uniti.
 
Seguendo la sua guida, il comitato del gruppo liberale sull’immigrazione, nel governo federale, con a capo i parlamentari succitati, è stato afflitto da un'amnesia collettiva circa la loro emulazione a Babbo Natale nel 2016. 
Una valutazione più cinica suggerirebbe che siano stati offerti loro diversi punti di discussione ed ora loro vogliono dare l’impressione di pensarla tutti con la stessa testa.
“Non c’è nessun Progetto Pilota” – ora sostengono – “Il Dipartimento dice che non c’è nessun progetto pilota”. Dimenticano che i canadesi non hanno eletto il Dipartimento. 
La loro condotta è diventata ora una vergognosa violazione della fiducia pubblica.
Il “pilota” come ogni pilota era un progetto per portare alla normalizzazione di “status” in questo paese. Se c’è uno che dovrebbe capirlo, è proprio il Ministro, entrato nel paese “clandestinamente” e rimastovi per quattro anni senza documenti che avrebbero attestato la sua identità, la sua provenienza e lo stato dei suoi precedenti penali. 
È parte della sua biografia. Perché non può esserlo ugualmente per qualcun altro?
Riprovevole è la manipolazione dei Media e dei concorrenti (auto-interessati) nell’ambito della professione forense, per il sostegno ad una campagna dal carattere omicida contro i membri dell’UWC e del loro team legale.
Niente di tutto ciò aiuta a risolvere il problema dei lavoratori senza documento che continuano ad offrire prestazioni ai loro datori di lavoro, a pagare le tasse e a pensare alle loro cose mentre procedono alla costruzione del paese e della società.
 
 
 (continua)
 
More in Controsport