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Ecco l’anno nuovo, facciamoci una bella risata

Ecco l’anno nuovo, facciamoci una bella risata

TORONTO – Cominciamo il 2019 con una risatella di soddisfazione perchè, come minimo, un altro anno lo abbiamo visto.

Se non lo avete ancora fatto, ridete. Lo si può fare normalmente, senza strafare, ma ci sono opzioni.

Ridere di pancia, a crepapelle. Oppure sghignazzando, con ironia. Infine, c’è anche chi riderà per non piangere.

L’anno che ci sta davanti, 2019, è dedicato, infatti, alla risata nelle sue varie forme.

Se non ci credete, consultate la Smorfia. Non la smorfia che compare sulla faccia delle nostre signore quando ne combiniamo una grossa. La Smorfia in questione è il libro dei sogni, detta anche la Bibbia del terno al Lotto.

La Smorfia abbina quello che viene in testa durante la notte, un evento giornaliero, una persona, un animale, una data specifica, un luogo ad uno o più numeri che poi vanno giocati alla ricerca della combinazione giusta, a cominciare dall’ambo.

All’Italia, per esempio, è abbinato il numero 1; Sant’Antonio al 13; il 19 alla risata e così via fino al 90 (la paura).

Io sto provando ad usare i numeri della Smorfia per LottoMax e 649, ma non ho mai beccato nada, niente, zero, zilch.

Tornando alla risata, quella vera fa bene alla salute, e su questo non ci piove.

Fisicamente aumenta il flusso sanguigno facendo battere meglio il vecchio corazon.

Mentalmente scatena allegria, ottimismo e benessere.

É stato dimostrato che i bimbi ridono 300 volte al giorno, gli adulti 20 quando bene.

I musoni che non ridono mai, sono da tenere alla larga, o se in confidenza provare con il solletico.

La risata non è mai la stessa, cambia da cristiano a cristiana. C’è chi ridacchia, chi ride scoppiettando, chi ride a crepapelle, chi lo fa a “cachinno”.

Cachinno? Cos’è?

Significa scroscio di risa sguaiate, soprattutto per prendere in giro, sfotticchiare.

C’è anche chi sghignazza di soddisfazione per aver pescato un jolly a scala quaranta.

La risata più triste è quella che nasconde la malinconia, l’avvilimento, la disperazione.

Ogni cristiano o cristiana, dunque, in questo 2019 rida come vuole, possibilmente almeno tre volte al giorno.

1) Di prima mattina per aver aperto gli occhi senza aver perso la testa.

2) A mezzogiorno per aver gustato un altro pranzo.

3) Di sera quando, chi può, prova a fare quello che natura comanda.

In tutte e tre le circostanze sarebbe preferibile scatenare una bella risata di pancia, a crepapelle. Ma anche ridacchiare va bene.

La risata nervosa sarebbe da evitare, ma che quella fa parte della vita, è uno sfogo per non tenere imbottigliate dentro malumore e risentimento. Perchè nella vita non tutto è rose e fiori. Ma le spine pungono di meno se si subiscono con filosofia, con una scrollata di spalle accompagnata da una discreta risata.

Chiudo filosofeggiando questo primo Controsport, che quest’anno festeggia 50 anni, con lo scopo di portare, ancora, un sorriso nelle vostre vite. “Il tempo cammina e cammina, e noi con esso. Non è poi così male continuare in questo viaggio. Auguri a tutti!”

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